Dove ha tremato in Italia, di recente. Ogni cerchio sulla mappa è un terremoto di magnitudo 2.5 o superiore registrato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV negli ultimi sette giorni: la dimensione cresce con la magnitudo, il colore la riassume in quattro livelli. Sotto trovi l’elenco con magnitudo, località, profondità e l’ora esatta di ogni scossa. Le scosse più piccole, che ogni giorno sono decine, le trovi nelle pagine delle singole città.
Nell’ultimo anno la Rete Sismica Nazionale ha localizzato 1534 terremoti di magnitudo 2.0 o superiore in Italia e nelle aree circostanti, distribuiti su 357 giorni: significa che quasi ogni giorno, da qualche parte, la terra si muove abbastanza da essere misurata. Le zone che ricorrono più spesso sono Tirreno Meridionale, Campi Flegrei e Isole Eolie.
Terremoti in Italia
In aggiornamento costante ultimo aggiornamento: 9/9 12:25 (ora italiana)
9 scosse · ultimi 7 giorni
- 4 km W Castiglione Cosentino (CS) magnitudo 3.7, evento moderato leggi la notizia
- Adriatico Centrale magnitudo 3.7, evento moderato
- 6 km W San Fratello (ME) magnitudo 3.1, evento lieve leggi la notizia
- 6 km E Caronia (ME) magnitudo 3.1, evento lieve
- 7 km E Aprigliano (CS) magnitudo 2.9, evento lieve
- 3 km E Accumoli (RI) magnitudo 2.9, evento lieve leggi la notizia
- Tirreno Meridionale magnitudo 2.8, evento lieve
- 3 km W Conca Casale (IS) magnitudo 2.6, evento lieve
- 3 km N Montefiorino (MO) magnitudo 2.5, evento lieve
Nessuna scossa di magnitudo pari o superiore a 2.5 registrata in Italia: ultimi 7 giorni senza eventi.
Quanto trema, di solito, in Italia
Negli ultimi dodici mesi la Rete Sismica Nazionale ha registrato 1534 terremoti di magnitudo 2.0 o superiore nell'area di questa mappa, 189 di magnitudo 3.0 o superiore, cioè potenzialmente avvertibili dalle persone. Il più forte è stato di magnitudo 6.1 il 1 giugno 2026 (Costa Calabra nord-occidentale), a 259 chilometri di profondità. Era un terremoto profondo, di quelli che si avvertono lievemente su un'area molto vasta senza provocare danni: a parità di magnitudo, una scossa a pochi chilometri dalla superficie si sente molto più forte. Il periodo più intenso è stato gennaio 2026, con 197 scosse. La profondità tipica è di 10 chilometri.
Elaborazione su archivio INGV, aggiornata al 2026-08-07.
Domande frequenti sui terremoti in Italia
Da dove vengono i dati di questa mappa?
Dalla Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), attraverso il servizio pubblico FDSN con cui l'istituto distribuisce le localizzazioni dei terremoti. Sono gli stessi dati che l'INGV pubblica sul proprio sito: non ci sono stime nostre né rielaborazioni della magnitudo.
Ogni quanto si aggiorna la mappa?
I dati vengono riletti ogni cinque minuti. L'INGV pubblica una prima localizzazione automatica pochi minuti dopo la scossa, quindi un terremoto avvertito compare in genere in pochissimo tempo. Accanto al titolo trovi sempre l'ora dell'ultimo aggiornamento.
Perché la magnitudo di una scossa è cambiata?
Perché è normale che cambi. La prima magnitudo è calcolata automaticamente dagli algoritmi che elaborano i segnali delle stazioni sismiche; nelle ore successive i sismologi di turno rivedono la localizzazione con più dati e la magnitudo può spostarsi di qualche decimo. La mappa mostra sempre il valore più aggiornato pubblicato dall'INGV, quindi il numero che leggi qui può differire da quello dato dai primi lanci di agenzia.
Perché la scossa che ho sentito non compare?
Se è appena avvenuta, può non essere ancora stata elaborata: aspetta qualche minuto e ricarica. Se invece è passato del tempo, la scossa potrebbe essere sotto la magnitudo minima che mostriamo: l'INGV localizza ogni giorno decine di eventi molto piccoli, quasi tutti rilevabili solo dagli strumenti, e mostrarli tutti renderebbe la mappa illeggibile. Ricorda anche che una scossa di bassa magnitudo, se molto superficiale e molto vicina, si avverte distintamente.
Che differenza c'è tra magnitudo e intensità?
La magnitudo misura l'energia liberata dal terremoto ed è un solo numero per ogni evento: è quella che vedi sulla mappa. L'intensità (scala Mercalli) misura invece gli effetti osservati in un luogo preciso, e cambia da paese a paese a seconda della distanza, della profondità e del tipo di terreno. Per questo la mappa non dice nulla sui danni: due scosse di pari magnitudo possono avere conseguenze molto diverse.
Cosa indica la profondità?
La distanza in chilometri fra la superficie e il punto in cui la faglia si è rotta (l'ipocentro). È un dato che conta quanto la magnitudo: a parità di energia, un terremoto a 8 chilometri di profondità si avverte molto più forte di uno a 60, ma su un'area più ristretta. In Italia la maggior parte dei terremoti è superficiale, entro i 15-20 chilometri.
Compaiono anche i terremoti fuori dall'Italia?
Sì, quelli dell'area mediterranea intorno al nostro territorio, perché una scossa forte in Croazia, Albania o Slovenia si avverte in Friuli, in Puglia o in Veneto. In quel caso, al posto della sigla della provincia trovi il nome dell'area o del paese. Nelle pagine locali gli eventi lontani compaiono solo se abbastanza forti da poter essere stati avvertiti in zona.
Cosa fare durante e dopo una scossa?
Durante la scossa: riparati sotto un tavolo o nel vano di una porta su muro portante, lontano da finestre e mobili alti; non usare l'ascensore. Dopo: esci con prudenza, verifica gas ed elettricità, evita di intasare le linee telefoniche. Per le emergenze il numero è il 115 dei Vigili del Fuoco; le indicazioni ufficiali di protezione civile sono su protezionecivile.gov.it. Questa mappa è uno strumento informativo, non un sistema di allerta.