Filippo Blengino, segretario in carica dei Radicali Italiani, si dimesso, denunciando irregolarità e opacità nella gestione del partito. I dettagli.
Terremoto politico: Filippo Blengino si dimette
La leadership di Radicali Italiani è stata travolta da un vero e proprio terremoto politico, allargando in questo modo la frattura già presente nell’area radicale con +Europa. Il segretario nazionale Filippo Blengino ha infatti rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili, denunciando irregolarità e opacità nella gestione del partito.
Ecco la sua nota: “È una scelta profondamente dolorosa, maturata di fronte a una degenerazione politica e a gravi irregolarità che impedisco la tenuta di un congresso regolare. Gravi opacità nella gestione delle iscrizioni e anomalie che investono il XXIV Congresso. Un movimento nato per combattere la partitocrazia ne è diventato una delle più grottesche rappresentazioni.
La trasparenza è ostacolata, le regole democratiche sono considerate un intralcio e chi dissente viene trattato come un nemico.”
Terremoto politico, Blengino si dimette: “E’ una setta”
Filippo Blengino si è dunque dimesso, lanciando anche accuse pesantissime, in particolare verso il presidente del movimento Matteo Hallissey, al quale viene contestata “una concezione proprietaria del partito diventato ormai ostaggio di una setta politica nella quale la fedeltà personale prevale sulle competenze e gli organi statutari sono ridotti a strumenti di ratifica di decisioni assunte altrove”.
Nells sua pagina Facebook, Blengino ha diffuso il suo intervento, nel quale ha stigmatizzato la svolta impressa all’azione politica: “Abbiamo trasformato il nostro metodo di lotta politica nella ricerca ossessiva, compulsiva, ostinata del nemico, della persona da annientare e non dell’avversario e non del soggetto con cui dialogare, con cui scontrarsi. E questa è una differenza fondamentale tra un metodo non violento e un metodo che non ha nulla a che fare con una politica non violenta. Non combattiamo i privilegi, non combattiamo le leggi, il sistema politico che regala quei privilegi, ma combattiamo i singoli, il nemico diventa il singolo, la personalizzazione sistematica del conflitto.” Ma non è finita qui: “Negli ultimi mesi ho subito pressioni personali politiche, insulti e comportamenti intimidatori di fronte all’ipotesi di volermi allontanare da questo sistema. Due o tre settimane fa ho negato un rimborso per una piattaforma digitale il cui abbonamento scade oltre il termine del congresso e che quindi, in qualità di segretario e legale rappresentante del partito, ho ritenuto di non rinnovare proprio perché c’è il Congresso. Il risultato di questa mia azione è stato trovarmi due persone sotto casa e, poi, ci sono state delle velate minacce di morte”. Blengino ha anche segnalato irregolarità nelle campagne di piazza e nella gestione economica del partito, citando intimidazioni ricevute da altri militanti per aver denunciato l’assenza di autenticatori ai banchetti: “Alcune di quelle firme, sono state raccolte in maniera irregolare.“. E ha anche aggiunto che: “negli ultimi due comitati nazionali la nostra tesoriera, Patrizia De Grazia, ha dato dei numeri relativi alle note di tesoreria falsi“, ha rivelato in riferimento ai costi della campagna Stop Tassa Etica.
