Il presidente Vladimir Putin ha firmato lunedì un provvedimento che impone ai gestori di data center non statali di destinare il 10% della loro capacità operativa alle autorità. La misura nasce dalla necessità di garantire una risposta rapida in caso di crisi o di attacchi informatici, permettendo al governo di accedere a risorse digitali senza dover attendere lunghi iter burocratici.
Il provvedimento prende forma in un contesto segnato da recenti aggressioni a infrastrutture critiche: negli ultimi giorni di ottobre, strutture gestite da Yandex e Sberbank sono state colpite da droni ucraini, evidenziando la vulnerabilità dei centri dati russi e la loro importanza strategica per la continuità dei servizi online.
Decreto del presidente: riserva obbligatoria del 10% di capacità
Secondo il nuovo decreto, ogni data center privato deve mantenere una quota fissa del 10% di spazio libero, pronta per essere messa a disposizione del Ministero per lo Sviluppo Digitale in caso di emergenza. La disposizione prevede inoltre che gli operatori debbano fornire l’accesso a tale capacità entro 24 ore dalla richiesta ufficiale, senza possibilità di rifiuto.
Inventario e monitoraggio da parte del Ministero
Il Ministero per lo Sviluppo Digitale è incaricato di elaborare un inventario dettagliato di tutta la capacità disponibile e della metratura occupata nei data center privati su tutto il territorio russo. Tale censimento servirà come base per la creazione di una riserva nazionale di capacità digitale, gestita da una commissione speciale istituita appositamente dal decreto.
Procedura di attivazione e ruolo del FSB
La commissione governativa, prevista dal provvedimento, avrà il potere di ordinare l’utilizzo della capacità riservata e di richiedere l’accesso immediato alle strutture. Inoltre, il decreto consente temporaneamente l’impiego di data center situati all’estero, ma solo previa autorizzazione del FSB, l’agenzia di sicurezza federale, garantendo così il controllo su qualsiasi trasferimento di dati sensibili al di fuori del confine.
Conseguenze per la sicurezza informatica russa
Le recenti incursioni contro i data center di Yandex e Sberbank hanno mostrato come le infrastrutture digitali possano diventare bersagli di attacchi militari. La riserva del 10% mira a ridurre il rischio di interruzioni di servizio, permettendo al governo di riallocare rapidamente risorse in caso di danni o di necessità operative improvvise. Tuttavia, l’obbligo potrebbe anche sollevare preoccupazioni tra gli operatori privati riguardo alla loss di redditività e alla gestione della privacy dei clienti.
