Un commento pronunciato durante la puntata di Ballando con le Stelle ha riacceso la polemica sul linguaggio in televisione. Nel corso dell’esibizione di Anna Safroncik con il ballerino Leonardo Lini, il giudice Guillermo Mariotto ha fatto osservazioni che una senatrice di Fratelli d’Italia ha definito inaccettabili per la fascia oraria e il contesto pubblico.
La reazione politica si è concentrata non solo sul contenuto dell’affermazione, ma anche sul suo collocarsi a ridosso della giornata che ricorda la lotta contro la violenza sulle donne. La discussione riguarda il confine tra spettacolo e responsabilità nei confronti del pubblico televisivo.
Critiche di Susanna Donatella Campione al commento di Mariotto
Susanna Donatella Campione, senatrice e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, ha definito le parole del giurato «inammissibili» nell’ambito di una trasmissione che va in onda su Rai 1 in prima serata.
La senatrice ha sottolineato come siano incompatibili con la tutela dell’immagine delle donne e con il linguaggio che ci si aspetta da un canale pubblico.
Nel suo comunicato Campione ha inoltre richiamato la coincidenza temporale: l’episodio è avvenuto a poche settimane dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e per questo motivo il commento assume, secondo lei, una connotazione ancora più grave.
La senatrice ha espresso preoccupazione per la contraddizione tra le condanne ufficiali degli stereotipi e la loro tolleranza in palinsesto.
La natura del commento e il contesto dell’esibizione
Durante la performance di Safroncik e Lini il costume dell’attrice ha avuto un problema e la scena prevedeva movimenti fisici decisi. Mariotto ha descritto la coreografia con un tono che la senatrice ha giudicato volgare, indicando in particolare un’espressione che ridicolizzava l’attrice. Va ricordato che il riferimento allo strattonamento era collegato al linguaggio della coreografia e che lo stesso giudice ha commentato la dinamica dello svolgimento del passo a due.
La disputa evidenzia la difficoltà di distinguere tra critica artistica e battute che possono essere percepite come offensive: da un lato c’è la valutazione della performance, dall’altro la sensibilità rispetto ai termini e alle immagini evocati in un programma di ampia audience.
Precedenti critiche e richiami pubblici
La presa di posizione di Campione non è isolata: la senatrice aveva già richiamato l’attenzione su altri episodi che vedevano protagonista lo stesso giurato. Nel dicembre del 2024 la parlamentare aveva chiesto l’allontanamento di Mariotto dopo un episodio con un ballerino che era stato segnalato come possibile comportamento inopportuno, poi spiegato come un gesto dovuto alla perdita di equilibrio del giudice.
Ancora nel settembre del 2025 Campione aveva contestato un commento su Marcella Bella ritenuto colorito. In quell’occasione la senatrice aveva paragonato il linguaggio usato a dinamiche che rischiano di umiliare le donne in nome dello spettacolo, richiamando la necessità di limiti più chiari nell’espressione pubblica.
Nel caso attuale la politica ha ribadito che non è la prima volta che Mariotto finisce al centro di critiche per la stessa tipologia di uscita, auspicando un cambio di atteggiamento volto a evitare che le donne diventino oggetto di scherno televisivo.
Reazioni del programma e del giurato
Al momento non risultano repliche ufficiali né dalla redazione del programma né dallo stesso Guillermo Mariotto in merito alle parole della senatrice. L’assenza di una presa di posizione formale alimenta ulteriori dibattiti sulla gestione dei richiami pubblici e sui tempi delle risposte nei programmi televisivi.
La vicenda solleva interrogativi sul ruolo delle istituzioni e degli interlocutori del mondo dello spettacolo nel definire standard di linguaggio e di comportamento, specialmente quando la platea televisiva include fasce sensibili come i giovanissimi.
La discussione resterà probabilmente aperta nelle prossime settimane, intrecciando valutazioni di natura artistica, responsabilità editoriale e tutela della dignità delle persone coinvolte. Intanto, il caso conferma come certe affermazioni possano rapidamente trasformarsi in oggetto di scrutinio pubblico quando pronunciate in prima serata su un canale nazionale.
