Un presunto segreto scoperto da Sara, la possibile presenza di due persone coinvolte nell’avvelenamento e un dettaglio sui funerali a Pietracatella che potrebbe rivelarsi importante: l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita presenta ancora molti interrogativi.
Il possibile segreto scoperto da Sara e gli ultimi accertamenti sulla ricina
Tra gli interrogativi degli inquirenti c’è un presunto segreto che Sara avrebbe scoperto prima di morire. La quindicenne potrebbe essere entrata in possesso di un messaggio o di uno scambio di email contenente informazioni delicate, che avrebbe successivamente condiviso con la madre. Secondo questa ipotesi, le due avrebbero deciso di affrontare direttamente la persona interessata, dando origine a un confronto.
Un episodio che, qualora trovasse conferma, potrebbe contribuire a chiarire il movente del delitto. Al momento, però, non esistono riscontri pubblici che dimostrino l’effettiva esistenza di queste comunicazioni o della presunta discussione.
Un punto fermo dell’inchiesta è rappresentato dagli esiti tossicologici: Antonella e Sara sono morte per un’intossicazione acuta da ricina, una sostanza estremamente velenosa.
Restano invece da chiarire le modalità con cui il composto sarebbe stato somministrato, l’alimento o la bevanda attraverso cui sarebbe stato ingerito e, soprattutto, il momento dell’esposizione. Stando ai racconti dei familiari, i primi malesseri sarebbero comparsi la mattina di Natale, ma non si esclude che i sintomi fossero iniziati già la sera precedente. Un’altra possibilità è che l’avvelenamento sia avvenuto in più momenti, attraverso somministrazioni ripetute. In questo scenario, anche la giovane Sara potrebbe essere stata un bersaglio intenzionale, anziché essere rimasta coinvolta accidentalmente nell’aggressione diretta alla madre. Gli investigatori stanno valutando anche le bevande e l’acqua consumate dopo il primo rientro dall’ospedale, quando alle due era stata raccomandata la reidratazione.
Duplice omicidio di Pietracatella, il killer potrebbe essere stato ai funerali di Antonella e Sara
L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvenuta a Pietracatella, in provincia di Campobasso, nel dicembre 2025, si arricchisce di nuovi interrogativi. Tra le piste seguite dalla Procura di Larino c’è anche quella secondo cui una delle persone coinvolte nel duplice omicidio potrebbe aver preso parte alle esequie delle due vittime, celebrate il 10 gennaio 2026 nel Santuario di Santa Maria di Costantinopoli a Pietracatella. Stando a quanto riferito dalla trasmissione Dentro la Notizia, gli investigatori starebbero passando al vaglio le registrazioni video della cerimonia per individuare eventuali presenze ritenute significative.
Un altro aspetto su cui si concentrano gli accertamenti riguarda la possibile presenza di due persone coinvolte nell’avvelenamento, con ruoli differenti. Una potrebbe essersi occupata di procurare o preparare la ricina, mentre l’altra avrebbe avuto il compito di introdurla nell’abitazione o di fare in modo che venisse ingerita. Tra le persone sulle quali sarebbero in corso approfondimenti, secondo le indiscrezioni riportate dalla trasmissione, figurerebbe anche una donna di origini molisane, che potrebbe abitare in un paese vicino a Pietracatella e avrebbe partecipato alle esequie.
Gli investigatori starebbero inoltre ricostruendo le frequentazioni di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, senza escludere un possibile movente passionale. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa ancora da verificare, la Procura continua a lavorare per individuare il responsabile e ricostruire il movente.
