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Giorgia Meloni e il Quirinale, la premier rompe il silenzio: "Una personalità conservatrice può ambire a quel ruolo"

Giorgia Meloni e il Quirinale, la premier rompe il silenzio: "Una personalità conservatrice può ambire a quel ruolo"

Giorgia Meloni interviene sul dibattito relativo alla possibile elezione di un presidente della Repubblica, in un'intervista pubblicata nel nuovo libro di Bruno Vespa.

Giorgia Meloni interviene sul dibattito relativo alla possibile elezione di un presidente della Repubblica espressione del centrodestra e alle ipotesi che, in futuro, possa essere proprio lei a salire al Colle. La presidente del Consiglio affronta l’argomento in un’intervista contenuta nel nuovo libro di Bruno Vespa, Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita il 2 novembre.

Le sue parole toccano un tema che periodicamente torna al centro del confronto politico: la possibilità che il prossimo presidente della Repubblica venga indicato da una maggioranza di centrodestra. Meloni contesta quella che considera una sorta di preclusione culturale nei confronti dei conservatori, sottolineando come non dovrebbe esserci alcuna incompatibilità tra un orientamento politico conservatore e il ruolo di capo dello Stato.

La polemica sul presidente della Repubblica e il centrodestra

Nel dialogo con Vespa, la premier si chiede perché l’eventualità che una personalità di cultura conservatrice possa aspirare alla presidenza della Repubblica debba suscitare tanto clamore. “Ma chi lo ha detto che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra?“, osserva Meloni.

La presidente del Consiglio parla di un “razzismo culturale” che, a suo giudizio, porterebbe una parte consistente degli italiani a essere considerata politicamente e culturalmente inferiore. Un atteggiamento che, secondo la premier, sarebbe particolarmente evidente quando si discute della possibilità che sia una maggioranza di centrodestra a indicare il prossimo capo dello Stato.

Meloni definisce inoltre “insopportabile” l’idea che una parte del Paese, che rappresenta circa la metà o anche più degli elettori, debba essere considerata “figlia di un dio minore“. Nel suo ragionamento, la premier critica anche quella che descrive come una concezione proprietaria delle istituzioni da parte della sinistra, accusata di reagire con particolare durezza ogni volta che viene evocata l’ipotesi di un presidente della Repubblica scelto da una maggioranza di centrodestra.

Il futuro politico della premier: la risposta sul Quirinale

Le dichiarazioni di Meloni arrivano in un momento in cui il suo futuro politico viene inevitabilmente collegato anche alle prospettive istituzionali dei prossimi anni. La premier, tuttavia, tiene a precisare quali siano le sue priorità attuali: portare a termine il mandato e ottenere dagli elettori la possibilità di proseguire il lavoro di governo.

Ma, al di là delle considerazioni sulla legittimità di una candidatura conservatrice al Quirinale, qual è davvero l’intenzione di Giorgia Meloni? La presidente del Consiglio risponde senza lasciare spazio a interpretazioni: “Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani“. Subito dopo, però, aggiunge che non dovrebbe fare scandalo l’idea che una personalità di cultura conservatrice possa un giorno ambire a quel ruolo.

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