Il C.D. Howe Institute di Montreal ha ospitato, il 29 ottobre 2026, un incontro di alto profilo tra la presidente della Commissione europea Ursula von von der Leyen e il primo ministro canadese Mark Carney. Durante il discorso, von der Leyen ha proposto di elevare i rapporti tra l’Unione e Ottawa al massimo livello possibile, suggerendo la possibilità che il Canada diventi il primo membro associato dell’UE.
L’idea nasce dalla volontà di superare le tradizionali barriere geografiche – “il Canada non può diventare un membro a pieno titolo per ragioni di territorio” – e di costruire un “spazio comune di crescita e prosperità”.
L’annuncio di uno status di membro associato per il Canada
L’intervento di von der Leyen è stato subito seguito da una risposta tesa da parte di Berlino.
Friedrich Merz, leader della CDU, ha rifiutato il termine “associato”, preferendo parlare di una “Alleanza per il Futuro” tra le due realtà. Secondo i diplomatici dell’Unione, la contesa terminologica è stata definita “un po’ ridicola” e distogliere l’attenzione da obiettivi più ambiziosi. La Germania, insieme ad altri Paesi membri, ha espresso preoccupazione per l’assenza di un quadro giuridico definito, temendo che lo status proposto introduca incertezze legali mai affrontate prima.
La risposta di Friedrich Merz
Merz ha sottolineato che la lotta sulle parole rischia di indebolire la solidarietà europea. “Stiamo combattendo su pochi termini che la presidente ha estratto dal nulla” ha commentato un diplomatico dell’UE, evidenziando la necessità di concentrarsi su una cooperazione più concreta. La posizione tedesca rispecchia le precedenti riserve sull’estensione dello status di associato a paesi come l’Ucraina, proposta poi abbandonata.
Il tentativo di mediazione di António Costa
Nel frattempo, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha cercato di colmare il divario terminologico, dichiarando che “domani l’UE e il Canada lanceranno un’Alleanza per il Futuro dell’Europa”. Costa ha riconosciuto l’ambizione di von der Leyen, affermando: “Che rimanga o meno il termine, il nostro legame sarà il più profondo e unico di sempre”. Il suo intervento ha cercato di mantenere viva la spinta verso una partnership più stretta, evitando di bloccare il processo su un’etichetta.
Cosa comporterebbe una possibile associazione
Secondo quanto illustrato da von der Leyen, il dialogo su uno status associato prevederebbe una cooperazione intensificata nei settori intelligenza artificiale, clima ed energia. L’accordo includerebbe scambi “Parlamento a Parlamento” e “Corte a Corte”, riferendosi rispettivamente al Parlamento europeo e alla Commissione europea da un lato, e alla Corte Suprema canadese dall’altro. Inoltre, si punta a una più stretta sinergia in materia di regolamentazione delle emissioni di metano e di prezzi del carbonio, tematiche al centro del dibattito interno dell’EPP europeo.
Sovranità, indipendenza e il contesto geopolitico
Mark Carney ha rimarcato che il vero valore della proposta non risiede nella terminologia, ma nella capacità di rendere il Canada “più indipendente e sovrano”. Il primo ministro ha affermato: “Ciò che conta è l’impatto reale sulla vita dei canadesi, non le etichette”. Parallelamente, von der Leyen ha avvertito di un “declino più profondo dell’ordine internazionale”, sottolineando la necessità di costruire nuove alleanze in un mondo segnato da “rivalità crescenti” e da rapporti incerti con l’amministrazione di Donald Trump. L’incontro di Montreal, dunque, si inserisce in una più ampia strategia di contrasto alla pressione autoritaria globale e di rafforzamento della resilienza economica europea.
