Questa pagina mostra dove stanno bruciando i boschi e le campagne italiane in questo momento, secondo le rilevazioni dei satelliti della NASA. Ogni cerchio sulla mappa è un focolaio individuato dai sensori VIIRS e MODIS nelle ultime 24 ore: la sua dimensione cresce con l’intensità delle fiamme, il colore ne riassume la gravità. Sotto la mappa trovi l’elenco completo dei focolai attivi, con il comune, la provincia e l’ora dell’ultimo rilevamento.

I dati vengono riletti ogni quindici minuti, ma la cadenza vera la danno i satelliti: passano sull’Italia sei-otto volte al giorno. Per questo accanto al titolo trovi sempre l’ora dell’ultimo passaggio satellitare — è il momento a cui si riferisce davvero quello che vedi, e fra un passaggio e il successivo possono trascorrere alcune ore.

La mappa non è un registro ufficiale degli incendi: in Italia non esiste un flusso pubblico in tempo reale degli interventi dei Vigili del Fuoco o delle squadre antincendio boschivo. Quello che pubblichiamo sono anomalie termiche misurate dallo spazio, filtrate per escludere ciò che incendio non è: le sorgenti di calore permanenti come raffinerie, acciaierie e i crateri di Etna e Stromboli, e le rilevazioni di intensità minima, che d’estate sono quasi sempre bruciature agricole. Quante ne abbiamo escluse è scritto sotto la mappa, ogni volta.

Dove abbiamo pubblicato un articolo su un incendio che compare qui, accanto alla voce dell’elenco trovi il collegamento diretto alla notizia.

Incendi in Italia

In aggiornamento costante ultimo passaggio satellitare: 20:38 (ora italiana)

2 focolai rilevati

AbruzzoBasilicataCalabriaCampaniaEmilia-RomagnaFriuli-Venezia GiuliaLazioLiguriaLombardiaMarcheMolisePiemontePugliaSardegnaSiciliaToscanaTrentino-Alto AdigeUmbriaValle d'AostaVeneto Monasterace (RC) — intensità moderata Bortigali (NU) — intensità moderata

Da inizio 2026 sono bruciati 390.499 ettari, in 1.103 incendi mappati da satellite. Sono i perimetri rilevati da Sentinel-2: contano gli incendi grandi, non ogni fuoco.

  1. Monasterace (RC) Calabria intensità moderata
  2. Bortigali (NU) Sardegna intensità moderata

47 rilevazioni minori non mostrate (probabili bruciature agricole) · 2 sorgenti termiche permanenti escluse (impianti industriali o vulcani)

La mappa mostra anomalie termiche rilevate dai satelliti, non un elenco ufficiale di incendi in corso: non esiste un feed pubblico in tempo reale degli interventi di Vigili del Fuoco e squadre antincendio. I satelliti passano 6-8 volte al giorno e le nubi possono nascondere un incendio; viceversa, un fuoco controllato può essere rilevato.

Dati: NASA FIRMS (VIIRS/MODIS) per i focolai; EFFIS/Copernicus per le aree bruciate, CC BY 4.0. Confini amministrativi: Natural Earth (pubblico dominio).

Quanto escono i Vigili del Fuoco

Nel 2024 — ultimo anno con dati completi — i Vigili del Fuoco sono intervenuti 83.003 volte per incendio di vegetazione in Italia. Il mese peggiore è luglio, e fra giugno e agosto si concentra il 60% degli interventi dell'anno.

Nel 2019 erano stati 76.516: +8% in sei anni.

Dati: Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, open data, licenza CC BY 4.0. La serie è completa fino al 2024; gli anni successivi risultano caricati solo in parte e non sono confrontabili, per questo non li usiamo.

Estate 2026: perché l’Italia brucia

La stagione degli incendi boschivi in Italia si concentra fra giugno e settembre, quando alte temperature, vegetazione secca e vento formano la combinazione che trasforma un innesco in un fronte di fiamme. Le regioni più colpite sono storicamente Sicilia, Puglia, Calabria, Campania e Sardegna, dove la macchia mediterranea brucia con particolare rapidità, ma negli ultimi anni gli incendi hanno risalito la penisola: i versanti alpini e prealpini, un tempo marginali nelle statistiche, compaiono sempre più spesso fra i fronti attivi.

La grande maggioranza degli incendi boschivi italiani ha origine umana — dolosa o colposa. Bruciature agricole lasciate senza sorveglianza, mozziconi, fuochi accesi in giornate ventose: sono queste, non l’autocombustione, la causa prevalente. È il motivo per cui nei mesi caldi molte regioni vietano l’accensione di fuochi all’aperto, con sanzioni.

Cosa fare se vedi un incendio

Se avvisti un incendio, il numero da chiamare è il 115 dei Vigili del Fuoco, oppure il 1515 per gli incendi boschivi. Fornisci la posizione più precisa che puoi, indica se ci sono case o strade vicine e allontanati nella direzione opposta al vento, mai verso l’alto: il fuoco risale i pendii più velocemente di quanto una persona possa correre. Non tentare di spegnere le fiamme da solo e non usare l’auto per attraversare una zona invasa dal fumo.

Domande frequenti sugli incendi in Italia

Come vengono rilevati gli incendi su questa mappa?

I focolai sono anomalie termiche misurate dai satelliti della NASA: i sensori VIIRS (risoluzione 375 metri) a bordo di Suomi-NPP, NOAA-20 e NOAA-21, e il sensore MODIS (1 chilometro). Ogni passaggio satellitare misura la potenza radiativa del fuoco in megawatt, che è ciò che determina la dimensione del cerchio sulla mappa.

Ogni quanto si aggiorna la mappa?

I dati vengono riletti ogni 15 minuti, ma la vera cadenza la danno i satelliti: passano sull'Italia 6-8 volte al giorno, e il dato è disponibile entro circa un'ora dal passaggio. Per questo accanto al titolo trovi sempre l'ora dell'ultimo passaggio satellitare: fra un passaggio e il successivo possono trascorrere diverse ore, soprattutto a metà mattina.

Perché un incendio di cui ho notizia non compare sulla mappa?

Può succedere per tre motivi. Il satellite non è ancora ripassato su quell'area. Le nuvole o il fumo denso hanno coperto il fuoco al momento del passaggio. Oppure l'incendio è troppo piccolo o troppo poco intenso per superare la soglia con cui filtriamo le rilevazioni: mostriamo solo i focolai sopra una certa potenza, perché sotto quella soglia il satellite vede soprattutto bruciature agricole e sterpaglie.

La mappa mostra tutti gli incendi rilevati dal satellite?

No, e volutamente. Escludiamo le sorgenti di calore permanenti — raffinerie, acciaierie, impianti con fiaccole, e i crateri di Etna e Stromboli — che il satellite vede accese tutto l'anno e che non sono incendi. Escludiamo anche le rilevazioni di intensità minima, quasi sempre bruciature agricole. Sotto la mappa trovi sempre il conteggio di quante rilevazioni sono state escluse.

I dati vengono dai Vigili del Fuoco?

No. Non esiste un flusso pubblico in tempo reale degli interventi dei Vigili del Fuoco o delle squadre antincendio boschivo: quello che questa mappa mostra sono rilevazioni satellitari, non un registro ufficiale di incendi in corso. Per le emergenze il riferimento resta il 115 dei Vigili del Fuoco e il 1515 del Corpo forestale.

Cosa significano i colori e la dimensione dei cerchi?

La dimensione cresce con la potenza radiativa complessiva del focolaio, su scala logaritmica: un cerchio doppio non è un incendio doppio, ma di un ordine di grandezza superiore. Il colore riassume la stessa misura in tre livelli: giallo per intensità moderata, arancione per intensità alta, rosso per intensità molto alta.