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Manovra, l’ira dei renziani su Quota 100 e limite al contante

La Bellanova si sarebbe infastidita per l'ok di due provvedimenti non graditi ai renziani, quali Quota 100 e limite all'uso del contante.

Manovra Bellanova

Iniziato con due ore di ritardo, il Consiglio dei Ministri di ieri, martedì 15 ottobre 2019, ha avuto al centro il Documento programmatico di bilancio che è stato poi mandato a Bruxelles. Approvati anche il Decreto Fiscale e il Ddl di bilancio salvo intese, pur non senza tensioni. Teresa Bellanova avrebbe infatti espresso il suo disappunto su alcuni provvedimenti che andranno in manovra.

Manovra, la reazione di Teresa Bellanova in cdm

Come già assicurato da Conte e dai Cinque Stelle, Quota 100 non è stata (per ora) toccata e sarà uno dei provvedimenti inseriti nella manovra economica. Un successo per i grillini che ha però provocato l’ira dei renziani, per i quali la riforma delle pensioni andrebbe addirittura abolita. Il leader di Italia Viva sostiene infatti che sia sbagliato investire 20 miliardi per il pensionamento anticipato, “soldi che potrebbero andare nella busta paga dei lavoratori“.

Non solo, la manovra economica dovrebbe anche prevedere nel 2020 una limitazione all’uso del contante.

Nell’ottica di combattere l’evasione, il governo ha infatti pensato di promuovere il pagamento elettronico. E parallelamente ha proposto di diminuire il tetto all’uso del denaro contante. Attualmente questo è fissato a 3.000 euro e l’intenzione è quella di farlo scendere a 1.000. Un provvedimento che non trova la piena approvazione di Italia Viva, tanto che mentre ne discutevano il loro leader ha ribadito a Porta a Porta che “non è solo il denaro che c’entra con l’evasione“.

I più hanno quindi parlato di una doppia sconfitta di Renzi, che avrebbe fatto infuriare Teresa Bellanova. Durante il Consiglio dei Ministri avrebbe infatti alzato la voce esprimendo il proprio fastidio per i provvedimenti approvati. E avrebbe inoltre ricordato ai colleghi che il voto dei renziani è fondamentale soprattutto in Senato.

Fonti del neo partito hanno comunque assicurato che non ostacoleranno i lavori.

Ma c’è già chi si chiede cosa pretendano in cambio.



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