Intorno alle 9 del 2 aprile il ponte che scavalca il fiume Trigno, al confine tra Molise e Abruzzo, è collassato a metà dopo giorni di precipitazioni intense. Le squadre stavano svolgendo ispezioni per una possibile riapertura al traffico quando la struttura ha ceduto improvvisamente; per fortuna la strada era stata preventivamente interdetta, evitandosi così il coinvolgimento di veicoli e persone in transito.
Il cedimento interrompe uno dei principali assi di collegamento tra le due regioni e si inserisce nel più ampio quadro di un evento meteo estremo che ha causato allagamenti e danni diffusi. Le autorità locali hanno confermato che non si registrano vittime nel punto del crollo, mentre proseguono le operazioni di messa in sicurezza e il monitoraggio delle strutture vicine.
Il collasso e le circostanze
Il ponte è venuto giù nel corso delle attività di verifica: gli operatori locali avevano chiuso la viabilità per motivi di sicurezza e questo ha impedito conseguenze ben più gravi. La sindaca di Montenero di Bisaccia, Simona Contucci, ha sottolineato che senza la chiusura preventiva la situazione sarebbe potuta degenerare in una tragedia. Le immagini del tratto crollato mostrano lo scheletro della struttura spezzato a metà e mezzi di emergenza impegnati nella delimitazione dell’area.
Cosa si sa sulle cause
Le autorità tecniche stanno valutando l’incidenza delle intense precipitazioni sugli elementi strutturali del ponte: il fenomeno dell’erosione delle fondazioni e l’alterazione dei terreni di sostegno sono ipotesi al vaglio. Contestualmente sono attesi sopralluoghi specialistici per determinare se fattori preesistenti, come crepe o cedimenti localizzati, abbiano aggravato l’effetto delle piogge. La priorità rimane la messa in sicurezza dei lembi stradali e la tutela delle comunità costiere e interne connesse dalla statale 16.
Evacuazioni, assistenza e aree più colpite
Il maltempo ha costretto all’evacuazione di numerose persone nel territorio molisano: a Termoli sono circa 150 gli sfollati che hanno dovuto lasciare le proprie case a causa degli allagamenti lungo la costa. Molti hanno trovato ospitalità in centri allestiti dal Comune, tra cui il PalaSabetta e la palestra della scuola Schweitzer. Le autorità hanno attivato funzioni di accoglienza e assistenza per garantire vitto, alloggio temporaneo e informazioni ai cittadini interessati.
Zone più critiche e interventi sul territorio
Le località di Rio Vivo e Marinelle sono state indicate come tra le più colpite, con residenti costretti a evacuare per l’avanzata delle acque. Situazioni analoghe si sono verificate a Campomarino Lido e nelle contrade di Guglionesi, dove molte famiglie hanno cercato soluzioni temporanee messe a disposizione dai Comuni. Le operazioni di supporto includono il monitoraggio continuo delle aree esondabili e la distribuzione di aiuti materiali alle persone evacuate.
Forze impegnate e stato dei trasporti
I Vigili del fuoco del comando provinciale di Campobasso hanno rafforzato il dispositivo di soccorso: il personale in servizio è stato richiamato e sono giunti rinforzi da vari comandi regionali. In particolare, sono arrivate squadre da Ancona, Modena, Latina e Frosinone, con mezzi specifici per il rischio idraulico. Sono impiegati mezzi anfibi, gommoni da rafting e operatori sommozzatori per le attività in acque veloci o in aree allagate.
Sul fronte della mobilità ferroviaria, la circolazione tra Foggia e Caserta è stata ripristinata dopo gli interventi dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana a seguito dell’esondazione del fiume Cervaro nei pressi di Bovino. Rimane invece sospesa la tratta della linea Adriatica tra Fossacesia e il Porto di Vasto a causa dell’esondazione del fiume Osento; Rfi ha attivato un servizio sostitutivo con autobus per garantire i collegamenti tra Abruzzo e Puglia, compatibilmente con la percorribilità stradale.
Le autorità continuano a sollecitare attenzione e prudenza: il coordinamento tra municipi, forze di soccorso e tecnici resta attivo per gestire gli effetti dell’evento meteorologico e predisporre le misure di ripristino delle infrastrutture danneggiate. La priorità dichiarata è proteggere le persone, ripristinare i collegamenti essenziali e avviare le analisi per comprendere le cause del crollo.