(Adnkronos) – “Nelle aree interne non esiste una soluzione unica al tema dell’abitare: dalla nostra esperienza emerge la necessità di un modello integrato, basato su una sinergia tra più funzioni e servizi”. Così Luciano Malfer, manager della Fondazione Bruno Kessler, intervenendo alla dodicesima edizione di REbuild, l’evento dedicato all’innovazione sostenibile nel mondo delle costruzioni in corso a Riva del Garda.
Al centro del suo discorso, l’idea che la tenuta dei territori marginali dipenda dall’integrazione tra casa, lavoro, servizi alla persona e comunità, elementi che devono essere letti come un unico sistema interdipendente.
“Parliamo di una funzione dell’abitare composta da più elementi: abitazioni, politiche di sostegno alla persona, comunità, servizi e lavoro. Se anche solo una di queste componenti viene meno, l’intero sistema si indebolisce”, ha spiegato. Un approccio che richiede politiche integrate e una logica di ecosistema, capace di mettere in relazione attori e funzioni diverse.
“Si tratta di un sistema moltiplicativo: se una componente non viene presa in carico, la funzione complessiva tende ad azzerarsi”, ha evidenziato.
Da qui le due direttrici operative indicate: valorizzazione del capitale territoriale esistente e sviluppo di modelli collaborativi. “Esiste un grande patrimonio di capitale dormiente nei territori: abitazioni non utilizzate, infrastrutture sottoutilizzate e servizi parzialmente attivi. Attraverso una logica di saturazione è possibile attivare politiche efficaci anche con costi contenuti, migliorando l’efficienza del sistema”, ha spiegato.
Il secondo asse riguarda invece le nuove forme di condivisione. “Co-working, co-housing e co-living rappresentano esempi di un approccio basato sul ‘co’, che sarà sempre più centrale nel futuro”, ha terminato Malfer.
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