> > Rimpasto governo: Mazzi al Turismo, deleghe ridistribuite e scenari aperti

Rimpasto governo: Mazzi al Turismo, deleghe ridistribuite e scenari aperti

Rimpasto governo: Mazzi al Turismo, deleghe ridistribuite e scenari aperti

Meloni ha preso in mano l'interim del Turismo e ha redistribuito le deleghe di Delmastro: il governo punta a un rimpasto contenuto per evitare il voto anticipato e preservare gli equilibri tra gli alleati

La recente riorganizzazione nell’esecutivo è arrivata dopo lo scossone delle dimissioni: Daniela Santanchè ha lasciato l’incarico al Turismo e la presidente del Consiglio ha affidato la delega a Gianmarco Mazzi. Questo avvicendamento è solo la punta di un mosaico più complesso: ci sono ancora posti rimasti scoperti e scelte da compiere per ricomporre la squadra senza innescare tensioni nella coalizione. Il quadro si è complicato per effetto anche delle dimissioni di altri sottosegretari e dei riflessi politici del referendum, ma l’indicazione prevalente tra i vertici di maggioranza è quella di evitare un voto anticipato e concentrarsi su un mini-rimpasto calibrato.

Le deleghe redistribuite e il destino delle caselle vuote

In seguito all’addio di Andrea Delmastro, le sue competenze non sono rimaste in sospeso: alcune deleghe sono state assegnate al viceministro di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, che ha ricevuto il Dipartimento informatico tecnologico e la magistratura onoraria, mentre il sottosegretario leghista Andrea Ostellari si è fatto carico del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e della polizia penitenziaria. L’ipotesi di non sostituire il sottosegretario dimissionario e di distribuire le competenze internamente è concreta: secondo alcuni ambienti di governo questa soluzione consentirebbe di evitare costi aggiuntivi e di mantenere l’assetto tra gli alleati senza sbilanciamenti.

Perché non sempre si nomina un sostituto

La scelta di non rimpiazzare automaticamente un ruolo può essere motivata dalla volontà di garantire continuità gestionale senza creare nuovi equilibri politici. Fonti di governo sottolineano che il posto occupato da Delmastro era stato pensato soprattutto per la gestione del Dap e che oggi il compito può essere assorbito da figure già presenti nell’amministrazione. Inoltre, si invoca la necessità di segnare una discontinuità nella gestione delle carceri rispetto alla precedente linea, citando nomine come quella del giudice Antonio Mura a capo di gabinetto come segnale di cambiamento.

Caselle aperte da tempo e dimissioni recenti

Non tutte le posizioni vacanti sono recenti: la casella lasciata da Augusta Montaruli è scoperta dal 18 febbraio 2026, quando si dimise da sottosegretaria all’Università in seguito a una condanna definitiva per l’uso improprio di fondi dei gruppi del Consiglio regionale del Piemonte. Anche la partenza di Vittorio Sgarbi un anno dopo si colloca in un contesto giudiziario e di incompatibilità rispetto al ruolo di sottosegretario alla Cultura; Sgarbi è poi uscito da alcune inchieste, ma la gestione di quell’incarico fu resa difficile da sospetti e pressioni che ne determinarono l’addio. Più recentemente, il leghista Massimo Bitonci si è dimesso il 14 gennaio tornando alla politica regionale in Veneto, e il 9 febbraio Giorgio Silli ha lasciato per guidare l’Istituto Italo-America Latina.

Impatto politico delle dimissioni

Le uscite non tutte legate a vicende giudiziarie hanno comunque effetti pratici: il partito che perde una poltrona chiede sempre contezza degli equilibri interni, e ogni nomina rischia di essere letta come un cedimento o un premio. Per questo il Governo sta valutando opzioni che vadano da affidamenti temporanei fino a nomine mirate che non alterino gli assetti tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

I nomi sul tavolo e gli scenari futuri

Per la guida del Turismo sono circolati diversi profili: oltre al possibile ingresso di tecnici come la presidente dell’Enit Alessandra Priante, vengono valutati esponenti politici come Gianluca Caramanna e, in considerazione di un possibile inserimento più ampio, anche il nome di Luca Zaia. Per sostituire Delmastro si fanno i nomi di figure legate alla maggioranza come Carolina Varchi e Sara Kelany, ma si è parlato anche di magistrati come Annalisa Imparato per incarichi amministrativi specifici in via Arenula. L’orientamento prevalente sembra essere quello di ridurre al minimo gli scossoni, privilegiare nomine che garantiscano stabilità e non aprano una crisi politica che porterebbe inevitabilmente al voto anticipato.

In definitiva, l’esecutivo procede a piccoli aggiustamenti: la delega al Turismo è stata assegnata dall’alto, alcune funzioni di Delmastro sono state ridistribuite, e rimangono aperture per altre nomine. L’obiettivo dichiarato è chiaro: mantenere l’unità della coalizione, evitare costi eccessivi e gestire le caselle vuote con scelte prudenti, tecniche o politiche, senza compromettere l’azione di governo fino alla fine della legislatura.