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Scontri a La Sapienza, oggi il presidio di fronte al Tribunale di Roma

polizia

Dopo gli scontri di ieri all'università La Sapienza di Roma, oggi ci sarà un presidio di fronte al Tribunale in protesta per l'arresto degli studenti

Da diversi giorni era attesa la riunione del Cda e del Senato accademico sulla questione degli accordi di ricerca con Israele, con le tensioni all’università La Sapienza di Roma che si intensificavano di ora in ora. Dopo il tentativo di irruzione di alcuni manifestanti al Senato accademico e al commissariato, due studenti sono stati arrestati: attesa la sentenza per direttissima.

Scontri a La Sapienza: oggi il presidio davanti al Tribunale

E i manifestanti non hanno preso bene la decisione delle autorità e si sono dati appuntamento questa mattina per un presidio al Tribunale di Roma. “Chiediamo lo stop degli accordi scientifici tra Sapienza e l’industria degli armamenti, riterremo auspicabile che tutti i rettori dessero le dimissioni dalla Med’or, compresa la rettrice de La Sapienza, Polimeni” – queste erano le richieste avanzate dai circa 200 manifestanti, poi le tensioni con la polizia sia all’interno sia all’esterno delle mura universitarie, sfociate nei noti episodi di violenza.

Scontri a La Sapienza: cosa ha fatto infuriare i manifestanti

Il comunicato del Cda, reso noto nel pomeriggio, aveva contribuito ad incendiare gli animi: “La Sapienza rifiuta l’idea che il boicottaggio della collaborazione scientifica internazionale, la rinuncia alla libertà della didattica e della ricerca, e la negazione delle associate responsabilità di ogni singolo ricercatore, possano favorire la pace e il rispetto della dignità umana” – si poteva leggere nel documento ufficiale – “Esprimiamo comunque dolore e orrore per l’escalation militare e per la conseguente crisi umanitaria in corso in Palestina.