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21 progetti scolastici contro bullismo e cyberbullismo: storie e strategie

21 progetti scolastici contro bullismo e cyberbullismo: storie e strategie

Studentesse e studenti hanno mostrato 21 progetti scelti tra 450 candidature, raccontando come trasformare la prevenzione del bullismo in azioni pratiche

Il 16 aprile 2026, nella sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolto l’evento che ha messo al centro l’impegno contro il bullismo e il cyberbullismo. Ventuno istituti, uno per regione e provincia autonoma, sono stati chiamati a condividere le loro esperienze selezionate tra 450 proposte: un mosaico di iniziative concrete che dimostrano come la comunità scolastica sappia produrre soluzioni efficaci.

La giornata è stata concepita come uno spazio di ascolto e scambio: gli studenti hanno narrato i loro percorsi con contributi audiovisivi e testimonianze, mentre i docenti e i dirigenti hanno spiegato i metodi adottati. L’obiettivo è trasformare le buone idee in pratiche replicabili, rafforzando la responsabilità collettiva e la capacità delle scuole di agire come comunità protettive.

Numeri, selezione e significato delle buone pratiche

La selezione delle 21 progettualità è nata da una valutazione di 450 proposte pervenute al Ministero, un’indicazione chiara del livello di attenzione sul tema. Ogni progetto scelto rappresenta una risposta locale a problemi condivisi: dalla prevenzione in aula alla gestione delle relazioni online, fino a interventi che coinvolgono famiglie e territorio. Questo processo non è solo una premiazione simbolica, ma intende costruire una rete di pratiche dove l’innovazione educativa diventi patrimonio diffuso e applicabile in contesti diversi.

Modalità di partecipazione e criteri

I criteri che hanno guidato la scelta hanno privilegiato interventi concreti, misurabili e riproducibili: progetti con attività laboratoriali, elementi di valutazione degli impatti e modalità di coinvolgimento degli studenti. Fondamentale è stata la capacità di trasformare concetti come educazione all’empatia e cultura del rispetto in azioni quotidiane. Le scuole hanno presentato esperienze che vanno dall’uso della radio scolastica agli sportelli d’ascolto, passando per campagne digitali che promuovono la responsabilità digitale.

Volti e messaggi: testimonianze e ospiti

All’evento hanno portato il loro contributo figure pubbliche come il ministro Giuseppe Valditara, che ha sottolineato la necessità di insegnare l’educazione all’empatia come base della convivenza, e personalità come il pugile Patrizio Oliva e l’attore Samuele Carrino, che hanno raccontato il valore dello sport e dell’arte nel costruire resilienza. Un episodio citato dal ministro riguarda lo studente che ha salvato la sua insegnante a Trescore Balneario, richiamando l’importanza di non girarsi dall’altra parte.

Sport, arte e ascolto

I contributi hanno ribadito che lo sport è uno strumento educativo potente: insegna disciplina, rispetto e gestione delle emozioni, diventando deterrente contro la violenza. Allo stesso modo, l’arte e i media scolastici – dalla radio ai video – permettono agli studenti di esprimersi e costruire narrazioni alternative alla logica della prevaricazione. Il messaggio comune è che silenzio e indifferenza alimentano i soprusi, mentre il dialogo e l’intervento tempestivo possono salvare relazioni e vite.

Progetti concreti e risultati locali

Tra gli esempi portati in visibilità c’è il progetto del Liceo Scientifico “Fermi” dell’Abruzzo, premiato per la sua iniziativa #Fermiamo il Bullismo e il Cyberbullismo, sviluppata dalla redazione radiofonica degli studenti della classe 4D. L’esperienza ha mostrato come una radio scolastica possa diventare strumento di inclusione e sensibilizzazione, favorendo il motto “Tutti compresi, nessuno escluso”. Durante la giornata, inoltre, si è svolto un laboratorio sulla cultura del rispetto che ha coinvolto due classi della scuola primaria, a dimostrazione del fatto che la prevenzione parte sin dall’infanzia.

Nel complesso, l’iniziativa ha voluto ribadire che la lotta al bullismo e al cyberbullismo passa per la formazione di una comunità scolastica attiva, capace di coltivare valori come rispetto, amicizia e limiti. Le 21 buone pratiche selezionate fungono da banco di prova e da ispirazione: l’invito finale è a trasformare le idee in comportamenti quotidiani, perché l’educazione alla cittadinanza e alla cura dell’altro è la strada più efficace per prevenire la violenza.