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Et in Terra Pax, la scuola a Como mette in scena (e in musica) la pace

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Oltre 800 spettatori tra Como e Cantù per il musical dell’IC Como Centro Città con 130 studenti protagonisti tra orchestra, coro, danza e recitazione

Da Aristofane ai giorni nostri, in tempo di guerra, la pace assomiglia sempre a una chimera: qualcosa “che non esiste finché non si realizza” e che “non arriva da sola, ma è un traguardo che richiede l’impegno di tutti”. Bisogna tornare indietro di quasi 2.500 anni per recuperare la saggezza della commedia greca antica e provare ad attualizzarla in questo inizio di millennio che ricorda da vicino alcune delle più truci epoche belliche della storia.

Forse è per questo che i ragazzi dell’IC Como Centro Città, insieme ai loro insegnanti, hanno pensato di riaprire i libri della classicità per trovare un modo non convenzionale di raccontare quanto la pace sia importante e non possa mai essere data per scontata.

Quel che ne è venuto fuori è un progetto di cultura e impegno civile, un intreccio di quelle che un tempo si sarebbero chiamate “belle arti” – teatro, musica, danza, canto, ginnastica e letteratura – che rende onore a tutti: ai docenti e ai coreografi che lo hanno ideato e diretto, agli studenti che ci hanno messo voce, corpo ed emozioni sul palco, ai piccoli orchestrali che lo hanno trasformato in musica e a tutti gli altri comprimari – famiglie, personale scolastico e collaboratori – di una scuola dove, evidentemente, c’è ancora chi crede nel valore profondo della formazione civica.

“Et in Terra Pax”, a Como in scena una favola civica contemporanea

“Et in Terra Pax” è il nome di quella che è stata ribattezzata “una favola civica contemporanea”, costruita con il linguaggio del teatro musicale ma capace di parlare di pace, responsabilità, dialogo e comunità.

A portarla in scena sono stati oltre 130 ragazzi delle scuole medie divisi tra attori, musicisti, ballerini e coristi, protagonisti di uno spettacolo insieme impegnato e popolare, educativo e coinvolgente, accompagnato da musiche che mescolano il rock contemporaneo degli U2 — è sulle note di “Sunday Bloody Sunday”, manifesto universale contro guerre e divisioni, che cala il sipario — al pianoforte di Ludovico Einaudi fino alle sonorità epiche di Eternal Eclipse.

Ad applaudire questo caleidoscopio artistico, nelle due serate organizzate tra Cantù e Como, sono stati oltre 800 spettatori complessivi. Al Teatro Sociale di Como la serata finale ha fatto registrare il tutto esaurito e una lunga standing ovation conclusiva.

L’IC Como Centro Città fa sapere che dal 2022 a oggi il progetto musical  ha coinvolto 420 studenti, generando oltre 27mila ore di formazione artistica e portando a teatro più di 3mila spettatori. Numeri che raccontano la crescita di uno dei progetti educativi e culturali più riconosciuti del territorio comasco.

La scuola che diventa comunità culturale

Ma più delle cifre, per chi osserva in platea, il risultato che colpisce è sicuramente un altro: vedere una scuola trasformarsi in una comunità culturale capace di mettere insieme studenti, famiglie, docenti, istituzioni e territorio attorno a un’idea condivisa di crescita collettiva.

“Et in Terra Pax”, ricalcando “La Pace” del commediografo greco Aristofane — scritta nel pieno delle guerre tra Atene e Sparta — racconta infatti una Pace smarrita che i protagonisti cercano di ritrovare attraverso un percorso fatto di confronto, consapevolezza e responsabilità. Una metafora semplice ma potente, resa ancora più efficace dalla presenza dell’orchestra dal vivo composta dagli studenti dell’indirizzo musicale.

«La scuola è il luogo capace di far emergere talenti, costruire consapevolezza e insegnare ai ragazzi il valore autentico dello stare insieme», ha detto nelle battute finali la dirigente scolastica Maddalena Pappalardo, annunciando — tra i ringraziamenti ai docenti e all’organizzatore del progetto, il professor Franchino Campanella — una replica straordinaria aperta alla cittadinanza prevista per la mattina dell’8 giugno in Piazza Verdi a Como.