> > Artissima 2026, la fiera che diventa (anche) intelligenza pubblica

Artissima 2026, la fiera che diventa (anche) intelligenza pubblica

Torino, 29 ott. (askanews) – Può una fiera d’arte agire come intelligenza pubblica che si rivolge alle istituzioni e alle comunità? Può essere anche uno spazio di democrazia e diplomazia culturale a livello internazionale? Artissima, la fiera d’arte contemporanea di Torino, per l’edizione 2026 prova a fare proprio questo. Ispirata dal direttore artistico Luigi Fassi, che a sua volta guarda al pensiero filosofico, vorrebbe dare forma pratica alla “fancy”, l’immaginazione che si nutre della sua stessa forza acrobatica.”La fancy – ha detto Fassi ad askanews – è nell’aria, nel senso che abbiamo l’ispirazione di Martha Nussbaum di sapere che dobbiamo e vogliamo uscire diversi da quando siamo entrati qui per aver visto la fiera, perché l’ispirazione è quella degli artisti che ci coinvolgono addirittura con più sensi.

Abbiamo artisti come Gabriel Ribeiro nella galleria Foco che trasforma la frutta, la biologia diventa arte. Abbiamo le memorie della guerra sino-giapponese con Meiro Kozumi da Annet Gelink che mostrano come si può fare geopolitica con l’arte e si può capire le relazioni tra Paesi e si può capire la complessità della vita”.È vero, tra i corridoi dell’Oval ci sono sempre e comunque gallerie, 183 per la precisione, provenienti da 35 Paesi e quattro continenti, venute per fare affari e stimolare il mercato, ma ci sono anche la Direzione generale Creatività contemporanea, c’è il progetto Moltitudini della Fondazione Compagnia di San Paolo, ci sono spazi affidati a curatori radicali e c’è perfino la poesia.

Insomma, qualcosa di diverso si muove.”Artissima – ha aggiunto Fassi – quest’anno più che mai è una fiera coerente, perché ci sono tantissimi media, tantissime geografie, gli artisti che portano le loro storie, loro biografia, loro emozioni, le loro paure, le condividono, quella è la fancy, condividono l’immaginario, fanno diventare ragione pubblica, sentimento e voglia di futuro”.

Tra i protagonisti della fiera, giunta alla 33esima edizione – ci sono anche le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo – che per il settimo anno è main partner dell’evento – che hanno ospitato nel loro museo torinese un progetto proveniente da Artissima e nello stand hanno portato un’anticipazione del programma espositivo futuro. “Credo che sia davvero il modo migliore – ci ha detto il direttore Arte, Cultura e Beni storici della banca, Michele Coppola – per far vedere come da un certo punto di vista le ragioni a lavorare insieme partano esclusivamente dal merito”.E se anche la più grande banca sottolinea l’importanza di ragionare sui progetti culturali prima di qualsiasi altro aspetto, ecco che forse si capisce perché anche una fiera può diventare molto altro e giocare un ruolo significativo pure fuori dai padiglioni, nella società. (Leonardo Merlini)

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