(Adnkronos) – “L’attività fisica adattata è un intervento personalizzato e strutturato sulle caratteristiche di ciascun singolo paziente. Per costruire questo programma, infatti, generalmente vengono presi in considerazione la storia di salute e la sintomatologia dei pazienti, ma anche la valutazione funzionale, quindi le loro capacità fisiche, le loro preferenze in termini di attività, le barriere e gli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo determinato programma, al fine di creare un percorso personalizzato”.
Lo ha detto Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa, Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell’università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia, in occasione dell’incontro con la stampa, organizzato a Milano da Amgen, dal titolo ‘Il movimento come cura: l’attività fisica nel percorso oncologico’. In tale contesto è stata presentata Be Active Lab, una piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura e per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell’attività fisica in oncologia.
La chinesiologa Avancini ha poi illustrato i benefici che l’attività fisica adattata può offrire ai pazienti: “Disponiamo di diversi dati che ci mostrano come un intervento di questo tipo sia in grado di migliorare la fitness fisica dei pazienti, che non è un indice di performance, ma ad oggi in oncologia è un vero e proprio fattore prognostico – ha precisato – Inoltre, abbiamo evidenze molto solide anche riguardo la tollerabilità dei trattamenti: i pazienti fisicamente attivi, infatti, hanno meno effetti collaterali delle terapie.
Un esempio classico è la riduzione, ad esempio, del sintomo della fatigue, della neuropatia periferica, ma non solo aspetti fisici, vi sono benefici anche dal punto di vista psicologico. L’intervento di esercizio fisico è in grado di ridurre anche i sintomi di ansia e depressione di circa il 40%. Pertanto, si tratta a tutti gli effetti di un intervento multimodale sul piano fisico sintomatologico, ma anche su quello emotivo”.
“Da questo punto di vista – ha concluso – il progetto portato avanti da Amgen, Be Active Lab, è un grande passo avanti per un intervento di esercizio fisico personalizzato proprio perché si sfrutta la telemedicina per arrivare direttamente a casa dei pazienti, senza lasciare da parte la personalizzazione dell’approccio, che deve essere cucito su misura di ciascun singolo paziente”.
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