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Flotilla, Roma apre un'inchiesta su Ben-Gvir. Il ministro attacca: "Paese delle ciabatte"

Flotilla, Roma apre un'inchiesta su Ben-Gvir. Il ministro attacca: "Paese delle ciabatte"

Al centro dell’indagine della Procura di Roma c’è un video diffuso da Ben Gvir con gli attivisti della Flotilla inginocchiati e con le mani legate.

L’inchiesta aperta dalla Procura di Roma nei confronti del ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, segna un nuovo capitolo nelle indagini sugli abbordaggi delle imbarcazioni della Flotilla dirette verso Gaza. Il procedimento si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale sulle operazioni condotte dalle autorità israeliane e sulle possibili violazioni dei diritti umani denunciate dagli attivisti coinvolti.

La Procura di Roma indaga su Ben-Gvir per il caso Flotilla

Nuovi sviluppi nell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sugli interventi delle autorità israeliane contro gli attivisti della Sumud Flotilla. Come riportato dall’Ansa, i magistrati di piazzale Clodio hanno iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, in relazione a un episodio avvenuto nel maggio scorso nel porto di Ashdod.

Al centro dell’attenzione degli inquirenti vi è un video pubblicato dallo stesso ministro sui social network, nel quale compaiono alcuni attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena, mentre Ben Gvir rivolge loro commenti derisori.

L’indagine romana si inserisce in un quadro più ampio che comprende anche altri procedimenti aperti in seguito alle missioni della Flotilla dell’aprile e dell’ottobre precedenti, entrambe concluse con l’intervento delle forze di sicurezza israeliane.

Tra le ipotesi di reato al vaglio figurano tortura e sequestro di persona.

Il fascicolo relativo ai fatti del 29 aprile si fonda su diversi esposti, testimonianze raccolte dagli attivisti coinvolti e sulla documentazione video acquisita dagli investigatori. La portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha accolto positivamente la decisione della magistratura, affermando che «È sacrosanto che ci sia un’indagine» nei confronti del ministro per «quel comportamento nei confronti degli attivisti», pur sottolineando che Ben Gvir rappresenta politicamente il governo guidato da Benjamin Netanyahu.

Caso Flotilla, Ben-Gvir indagato dalla Procura di Roma: dura replica contro l’Italia

L’iniziativa della magistratura italiana segue quella già intrapresa dalla Francia, dove la Procura nazionale antiterrorismo ha aperto un’indagine preliminare nei confronti di Ben Gvir per presunti atti di tortura e crimini di guerra. Parallelamente prosegue il dibattito politico europeo sulle possibili misure restrittive nei confronti del ministro israeliano. Il 15 giugno i ministri degli Esteri dell’Unione europea saranno chiamati a discutere a Lussemburgo le proposte avanzate dall’Alta rappresentante Kaja Kallas, con l’obiettivo di raggiungere una posizione condivisa.

L’Italia si è già espressa a favore dell’adozione di sanzioni, sostenendo che Ben Gvir abbia «superato la linea rossa» con «atti inaccettabili» e in violazione dei «più elementari diritti umani». Nel frattempo i magistrati romani stanno esaminando anche le denunce presentate dagli attivisti Thiago de Avila e Saif Abukeshek Abdelrahim, fermati durante le operazioni israeliane e successivamente espulsi. Secondo gli esposti depositati, gli interventi sarebbero avvenuti in acque internazionali e avrebbero comportato il trasferimento forzato dei membri degli equipaggi.

Dopo la diffusione della notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, Ben Gvir ha reagito con toni polemici attraverso un messaggio pubblicato su X, dichiarando: “Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte“. Il ministro ha inoltre respinto ogni accusa sostenendo che “Israele non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo” e ribadendo: “Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti“.