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Guerra in Ucraina, negoziati in stallo: Zelensky teme un nuovo inverno di combattimenti

Guerra in Ucraina, negoziati in stallo: Zelensky teme un nuovo inverno di combattimenti

Kiev chiede garanzie e aiuti per l’inverno, mentre resta aperto il nodo territoriale e Mosca minaccia Berlino.

La pace in Ucraina resta lontana nonostante i nuovi colloqui tra gli inviati di Trump e Zelensky. Kiev chiede garanzie di sicurezza e aiuti per affrontare l’inverno, mentre sul terreno proseguono gli attacchi della Russia e cresce la tensione tra Mosca e Berlino.

Ucraina, nuovi colloqui con gli Usa ma la pace resta lontana

La missione diplomatica degli Stati Uniti prosegue tra Mosca e Kiev, senza che emerga ancora una svolta per fermare la guerra.

Dopo l’incontro di sabato sera al Cremlino con Vladimir Putin, gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono arrivati domenica nella capitale ucraina dalla Polonia per confrontarsi con Volodymyr Zelensky e alcuni consiglieri per la sicurezza nazionale europei. Secondo un alto funzionario della presidenza ucraina citato dall’Afp, i due hanno presentato nuove proposte “più efficaci” per arrivare alla fine del conflitto.

Witkoff ha definito i colloqui “molto significativi“, ma ha avvertito che “Servirà che tutti facciano compromessi“.

Zelensky, invece, continua a chiedere una “pace dignitosa” e ritiene che il nodo territoriale possa essere sciolto “solo a livello di presidenti“. Al centro del confronto anche le garanzie di sicurezza, la ricostruzione e il piano di prosperità per l’Ucraina, oltre alla necessità di mantenere forte l’esercito.

Il presidente ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento europeo e annunciato un nuovo incontro a breve tra Ucraina, Europa e Stati Uniti. Gli inviati americani hanno lasciato Kiev in treno domenica sera, come comunicato dal gestore ferroviario ucraino, senza indicare la destinazione.

Russia-Ucraina, negoziati senza svolta: Zelensky teme un altro inverno di guerra

Zelensky ha espresso preoccupazione per la possibilità che i combattimenti proseguano nei prossimi mesi, anche alla luce della riluttanza di Putin a negoziare direttamente con lui. “Contiamo sul sostegno dei nostri partner europei se la guerra dovesse protrarsi fino all’inverno, come sembra al momento“, ha dichiarato dopo i colloqui. Kiev punta quindi a ottenere nuovi sistemi Patriot e un pacchetto di aiuti per affrontare la stagione fredda, mentre resta aperta la discussione sulle garanzie economiche necessarie alla ripresa del Paese. Sul terreno, intanto, continuano le operazioni militari.

Nella regione russa di Perm, secondo il governatore Dmitry Makhonin, un attacco di droni ucraini contro un edificio residenziale ha provocato un morto e quattro feriti. Il ministero della Difesa russo ha inoltre rivendicato attacchi contro “infrastrutture portuali e navi militari impiegate a supporto delle forze armate ucraine“: tra gli obiettivi indicati figurano la nave cargo Mavka nel porto di Chornomorsk, un complesso di produzione e carico a Izmail e una motovedetta nel Mar Nero. A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la tensione tra Mosca e Berlino. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha minacciato la Germania in relazione alle accuse sui droni a Lipsia, sostenendo che rappresentino “l’inizio di una vera guerra“.

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