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Ferrara, Fabbri lancia il “nucleo anti maranza”: polemiche sul nome e sulle finalità

Ferrara, Fabbri lancia il “nucleo anti maranza”: polemiche sul nome e sulle finalità

Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha presentato il progetto "Nucleo Anti Maranza". Il primo cittadino ha ricevuto numerose critiche, ma ha il sostegno di Matteo Salvini.

A Ferrara fa discutere l’annuncio del sindaco leghista Alan Fabbri, che ha presentato il progetto di un “Nucleo Anti Maranza” (Nam), una task force destinata a contrastare i fenomeni di criminalità e violenza giovanile. Le modalità operative del nuovo organismo non sono ancora state chiarite nel dettaglio, ma l’iniziativa ha già acceso lo scontro politico cittadino.

L’opposizione contesta soprattutto il nome scelto, giudicato stigmatizzante e razzista, mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, ha espresso pieno sostegno alla proposta, invitando a replicarla anche in altre città italiane.

Come funzionerà il Nucleo Anti Maranza

Secondo quanto spiegato da Fabbri, il nuovo nucleo sarà istituito dal Comune all’interno della polizia locale e rappresenterà, nelle intenzioni dell’amministrazione, un primo esperimento a livello nazionale.

Il progetto dovrebbe coinvolgere diverse figure professionali, tra cui avvocati, psicologi, assistenti sociali, agenti ed esperti di sicurezza.

La task force avrà compiti di prevenzione, ma anche di controllo e repressione. Il sindaco ha collegato l’iniziativa ai recenti episodi di cronaca che hanno interessato diverse città italiane, citando in particolare Bologna e Milano.

L’obiettivo dichiarato è intervenire prima che si verifichino episodi gravi anche a Ferrara.

“La sicurezza dei ferraresi viene prima di tutto“, ha ribadito Fabbri, ricordando di essere stato tra i primi sindaci a sollevare pubblicamente il problema dei cosiddetti maranza, anche a costo di essere accusato di razzismo. Il primo cittadino ha usato toni duri contro i responsabili di violenze e saccheggi, sostenendo di non voler fare passi indietro sul fronte della sicurezza.

Restano tuttavia da definire le attività concrete che il nucleo potrà svolgere. Il Comune non ha ancora fornito indicazioni precise sul suo funzionamento e non ha confermato le indiscrezioni secondo cui a guidarlo potrebbe essere l’ex assessore leghista Nicola Lodi, già sospeso per gli effetti della legge Severino e successivamente condannato per lo sgombero di un campo nomadi effettuato con una ruspa.

L’opposizione attacca: “Terminologia razzista”

Le critiche sono arrivate dai rappresentanti dell’opposizione cittadina, a partire dall’avvocato Fabio Anselmo, che aveva sfidato Fabbri alle elezioni comunali e che oggi siede tra i banchi della minoranza. Anselmo ha definito l’iniziativa un’operazione di “bassa propaganda“, sollevando anche dubbi sull’impiego di denaro pubblico per un progetto ancora privo di contorni definiti.

Nel mirino soprattutto la denominazione scelta dall’amministrazione, considerata ghettizzante e stigmatizzante. Per Anselmo, affrontare i problemi dei giovani attraverso un’etichetta di questo tipo significa alimentare divisioni anziché puntare su una prevenzione efficace. L’avvocato ha inoltre annunciato l’intenzione di fare chiarezza sui costi dell’iniziativa.

Sulla stessa linea il Partito democratico. Ilaria Baraldi, componente della segreteria regionale, ha contestato l’approccio del sindaco, sostenendo che Ferrara non sia una città sull’orlo di una crisi e che l’amministrazione rischi di alimentare tensioni anziché ridurle.

Di segno opposto la posizione di Matteo Salvini, che ha promosso pubblicamente il progetto sui social, definendolo una bella iniziativa del sindaco leghista e auspicando che venga adottato anche in altri Comuni italiani.

Il confronto resta quindi aperto: da una parte l’amministrazione rivendica la necessità di rafforzare la sicurezza, dall’altra l’opposizione chiede interventi concreti e una maggiore attenzione alle cause del disagio giovanile, contestando il linguaggio utilizzato e le finalità ancora poco definite della nuova task force.

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