La Francia fa i conti con le conseguenze delle violente proteste contro il carovita, tra saccheggi, edifici danneggiati e centinaia di agenti feriti. Dopo la condanna del presidente Emmanuel Macron, il premier Sébastien Lecornu convoca una riunione di crisi per affrontare l’emergenza, mentre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez resta al suo posto dopo il rifiuto delle dimissioni da parte dell’Eliseo.
Emmanuel Macron condanna i saccheggi e chiede risposte sul caro vita
La Francia affronta una fase di forte tensione dopo gli scontri scoppiati durante la mobilitazione nazionale di sabato 17 ottobre contro il carovita. Nel suo discorso alla nazione, il presidente Emmanuel Macron ha condannato duramente le devastazioni, distinguendo le ragioni della protesta dagli atti criminali compiuti durante le manifestazioni.
«Tutti noi proviamo rabbia e vergogna stasera», ha dichiarato, descrivendo come «insopportabile» la situazione delle strade e delle attività commerciali danneggiate. Il capo dello Stato ha promesso che i responsabili saranno chiamati a rispondere delle proprie azioni: «chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve risarcire».
Macron ha attribuito le violenze a gruppi che ha descritto come appartenenti all’estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti, denunciando attacchi contro negozi, municipi e altri edifici pubblici.
Tra gli episodi citati figura l’incendio del municipio di Limoges.
Il bilancio diffuso dal ministero dell’Interno parla di 997 appartenenti alle forze dell’ordine feriti, sette dei quali in gravi condizioni, e di 2.397 fermi. Alle manifestazioni avrebbero preso parte complessivamente 550mila persone, di cui 110mila a Parigi. Il presidente ha riconosciuto, tuttavia, la legittimità delle preoccupazioni espresse dai cittadini, soprattutto per l’aumento del costo della vita e dei carburanti. «Diverse centinaia di migliaia di nostri concittadini hanno manifestato avanzando richieste legittime», ha ricordato, collegando parte dei rincari alle conseguenze della guerra nel Golfo Persico. «La Francia non vi ha preso parte, ma ne subiamo le conseguenze», ha aggiunto, assicurando che le iniziative adottate per garantire gli approvvigionamenti energetici dovranno tradursi in benefici concreti sui prezzi.
Francia, il ministro dell’Interno si dimette dopo gli scontri: Macron respinge la richiesta
Per affrontare l’emergenza, il primo ministro Sébastien Lecornu presiederà una nuova riunione interministeriale di crisi, fissata per questa mattina alle 10. Il confronto riguarderà tre ambiti prioritari: economia e commercio, assicurazioni e procedimenti giudiziari. L’obiettivo è valutare i danni provocati dai disordini, individuare gli interventi più urgenti e definire le misure necessarie per ristabilire la sicurezza. Macron ha inoltre chiesto che, già nei prossimi giorni, vengano coinvolti i partiti politici, i sindacati, le organizzazioni studentesche, gli amministratori locali e i parlamentari. Il presidente intende aprire un confronto sulle ragioni del malcontento, con particolare attenzione alle difficoltà dei giovani e alle richieste legate al potere d’acquisto. «Non possiamo chiedere ai nostri giovani di credere nel futuro senza dare loro la possibilità di contribuire a costruire le risposte e di sedersi al tavolo», ha affermato. Allo stesso tempo, ha avvertito che il dialogo non esclude interventi rigorosi: «Saremo intransigenti, l’ascolto e il dialogo non significano debolezza». Tra le possibilità indicate figurano anche divieti per alcune manifestazioni, qualora le autorità li ritengano necessari.
Intanto, sul fronte istituzionale, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha presentato le dimissioni a Macron, che ha deciso di respingerle. La conferma è arrivata dall’Eliseo nella mattinata di lunedì 19 ottobre. La scelta del presidente è legata alla necessità di garantire continuità nella gestione delle forze dell’ordine in una fase particolarmente delicata.
La posizione del ministro è stata messa in discussione dopo le critiche rivolte alla preparazione del dispositivo di sicurezza e alla capacità di prevedere l’entità delle violenze. Macron ha chiesto che venga fatta piena luce sulle eventuali responsabilità, richiamando le «mancanze di previsione e di intelligence» emerse durante gli scontri. Il capo dello Stato ha ribadito che la difesa dell’ordine repubblicano deve procedere insieme alla ricerca di risposte alle difficoltà sociali, senza equiparare chi manifesta pacificamente a chi devasta e saccheggia. La sfida per il governo sarà ora duplice: ripristinare la sicurezza nelle città colpite e riconquistare la fiducia di una parte della popolazione che chiede interventi concreti contro il caro vita e per il futuro delle nuove generazioni.
