La fine della guerra in Ucraina potrebbe essere più vicina, ma restano ancora diversi nodi da sciogliere. Dopo l’incontro tra Vladimir Putin e l’inviato americano Steve Witkoff a San Pietroburgo, si riapre la prospettiva di nuovi negoziati trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Kiev. Intanto, negli Usa scoppia la polemica per le parole di Witkoff sul presidente russo, mentre Donald Trump punta a raggiungere un accordo di pace entro il vertice del G20 di dicembre.
Witkoff difende Putin e scoppia la polemica negli Usa: Trump punta a un accordo al G20
Mentre si cerca una strada per riavviare i negoziati, negli Stati Uniti è scoppiata una polemica sulle dichiarazioni di Steve Witkoff riguardo al presidente russo. Durante il suo viaggio a San Pietroburgo, l’inviato di Donald Trump ha ringraziato Putin per la liberazione di Stephen Hubbard, cittadino americano di 74 anni detenuto in Russia da circa quattro anni, che aveva combattuto al fianco degli ucraini ed era stato accusato dalle autorità russe di essere un mercenario.
Rivolgendosi al leader del Cremlino, Witkoff ha dichiarato: «Anche lei è compassionevole, glielo riconosco, la lodo per questo e la ringrazio ancora». Le parole hanno suscitato forti reazioni anche all’interno del Partito repubblicano, alimentando le critiche nei confronti del rappresentante americano. Il senatore John Cornyn ha definito Putin «un assassino spietato», mentre il deputato Don Bacon ha giudicato l’episodio «un altro imbarazzo».
Sul fronte diplomatico, il presidente americano punterebbe a trasformare il prossimo vertice del G20 in un’occasione decisiva per raggiungere un’intesa tra Mosca e Kiev. Secondo quanto riportato da The Atlantic, citando alcune fonti, Trump vorrebbe che la firma dell’accordo di pace avvenisse durante l’incontro previsto a metà dicembre al Trump Doral di Miami. Il presidente statunitense immaginerebbe di essere presente insieme a Putin e Zelensky nel momento della sottoscrizione dell’intesa. Si tratta, al momento, di un obiettivo politico e non di un accordo già raggiunto: restano da superare divergenze significative e da verificare la disponibilità delle parti a compiere passi concreti verso una soluzione.
Guerra Ucraina, Putin apre uno spiraglio per la pace: possibile vertice a novembre
«Non so quanto siamo vicini alla fine del conflitto, ma ci stiamo muovendo verso quella direzione». Con queste parole Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, ha commentato le prospettive di una soluzione alla guerra in Ucraina, dopo l’incontro tra il leader del Cremlino e l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, svoltosi a San Pietroburgo e durato circa tre ore. Al centro del confronto, la possibilità di rilanciare il processo diplomatico e avviare un nuovo ciclo di negoziati con la partecipazione di Russia, Stati Uniti e Ucraina. Secondo Ushakov, Putin avrebbe comunicato a Witkoff la disponibilità di Mosca a riprendere i colloqui trilaterali, indicativamente a partire dal 10 novembre. Tra le possibili sedi è stata indicata Abu Dhabi, con una finestra temporale che potrebbe estendersi fino alla seconda metà del mese. L’inviato americano ha descritto il confronto con il presidente russo come «costruttivo», confermando che le discussioni proseguiranno a livello tecnico. «Sebbene resti ancora molto lavoro importante da svolgere, Trump rimane impegnato a far sì che questa guerra giunga al termine», ha dichiarato Witkoff.
Il consigliere del Cremlino ha inoltre riferito che durante l’incontro sono stati affrontati altri dossier internazionali, tra cui la situazione nel Golfo, un possibile faccia a faccia tra Putin e Donald Trump in Cina e l’accordo sul diesel tra Mosca e Washington. Si è parlato anche dei colloqui di Oslo, sui quali l’inviato statunitense avrebbe aggiornato il presidente russo, segnalando alcuni cambiamenti nelle posizioni europee e ucraine. Ushakov ha tuttavia osservato che, a suo giudizio, gli sviluppi illustrati non conterrebbero elementi particolarmente utili per superare la crisi.
Il Cremlino ha precisato che le proposte americane saranno esaminate da Putin, sottolineando che le prospettive di un’intesa dipenderanno anche dalla disponibilità concreta di Kiev a impegnarsi in un percorso negoziale. Dal canto suo, Volodymyr Zelensky ha espresso il favore dell’Ucraina a una nuova riunione tra Kiev, Mosca e Washington «il prima possibile», lasciando aperta la possibilità di una ripresa del dialogo diplomatico.
