La guerra tra Russia ed Ucraina è in corso dal febbraio 2022 ed è ormai prossima al traguardo tutt’altro che positivo dei 5 anni ma dato che il periodo è davvero notevole ora iniziano ad emergere le prime crepe nell’esercito più debole ovvero quello ucraino, una situazione aggravatasi pesantemente dopo la decisione di Donald Trump di intavolare accordi con il leader russo Vladimir Putin.
Guerra in Ucraina, l’appello inascoltato di Zelensky
In merito alla situazione di conflitto nel territorio ucraino uno dei maggiori informatori e voce per il suo popolo attraverso i canali mediatici è il presidente Volodymyr Zelensky che non manca mai di aggiornare il mondo su quanto sta accadendo al proprio esercito.
Se da un lato è vista positivamente la fabbricazione di droni artigianali, molto tecnologici ed in grado di infliggere danni importanti alla Russia, dall’altra egli non ha mai fatto mistero di dover contare su aiuti esterni per poter continuare una battaglia che altrimenti rischia di terminare nel peggiore dei modi.
Ora però questo grido di aiuto si è fatto più acuto ma rispetto al passato dall’altra parte non c’è nessuno, con quel potenziale, disposto a sostenere la causa e quindi il rischio più grande è di vedere un acuirsi della forza russa sul esercito avversario.
Guerra in Ucraina, prossimi al termine i missili Patriot
Proprio il primo cittadino ucraino ha parlato dell ‘apporto che garantivano gli Stati Uniti appoggiando l’Ucraina, in particolare essi erano i principali rifornitori di missili di tipo Patriot. Arma di elevata potenza ed unica in grado di intercettare i missili balistici russi.
Ebbene, stando ai media internazionali, come riporta Ansa questi missili sarebbero ormai prossimi ad esaurirsi ed in questo modo la vulnerabilità dell’esercito ucraino cresce enormemente lasciando maggiori opportunità di attacco ai russi.
Ora sarà interessante capire chi può aiutare l’Ucraina e garantire un proseguo del conflitto con la speranza che possa presto essere raggiunta la pace tanto agoniata.
