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Ucraina, Zelensky cerca il sostegno dell’Europa: timori per le mosse di Trump e aiuti da garantire a Kiev

Ucraina, Zelensky cerca il sostegno dell’Europa: timori per le mosse di Trump e aiuti da garantire a Kiev

Volodymyr Zelensky sta portando avanti diversi incontri in questa fase delicata per l'Ucraina. Il presidente ha chiesto sostegno, soprattutto ora che il rapporto con Trump è particolarmente teso.

Volodymyr Zelensky torna a Bruxelles per incontrare i leader dei 27 Paesi dell’Unione europea, in vista del Consiglio europeo previsto per venerdì mattina. Prima dell’appuntamento, il presidente ucraino è passato da Londra, dove ha incontrato il premier britannico Andy Burnham a Downing Street e ha avuto un colloquio con re Carlo. In agenda anche una cena con il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

Una serie di incontri che arriva in una fase delicata per Kiev, mentre i rapporti con Donald Trump appaiono più tesi e in Europa cresce la preoccupazione per possibili intese tra Washington e Mosca che vadano oltre gli accordi commerciali già discussi.

Le istituzioni europee non parlano apertamente di rottura con gli Stati Uniti, ma temono che il sostegno americano possa ridursi o assumere forme meno compatibili con gli interessi europei.

“Noi abbiamo fatto e facciamo la nostra parte, ci aspettiamo che gli Usa facciano la loro“, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Zelensky, dal canto suo, ha ribadito che l’Ucraina è pronta a qualsiasi forma di cessate il fuoco, sottolineando però la necessità di discutere anche di Starlink e della condivisione delle informazioni di intelligence.

Zelensky: i timori e la delusione nei confronti di Trump

Il viaggio di Zelensky si inserisce in un quadro diplomatico complesso, nel quale l’Unione europea cerca di mantenere una posizione comune senza rinunciare al rapporto strategico con Washington. L’ipotesi di nominare un negoziatore unico europeo, sostenuta da alcune capitali tra cui Roma, viene al momento considerata poco probabile. La linea già delineata prevede che Consiglio e Commissione europea seguano gli aspetti diplomatici, mentre Francia, Germania e Regno Unito, riuniti nel formato E3, si concentrino sulle questioni di sicurezza nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi.

Non sembrano esserci, almeno per ora, intenzioni di modificare questa struttura. Secondo fonti diplomatiche citate nel quadro dei preparativi, il problema immediato non sarebbe tanto avviare un negoziato con Mosca, quanto garantire a Kiev le risorse necessarie per resistere nei prossimi mesi. L’obiettivo è assicurare all’Ucraina sostegno economico e militare sufficiente ad affrontare un inverno che si preannuncia particolarmente difficile.

Le preoccupazioni riguardano anche l’orientamento dell’amministrazione statunitense. Un alto diplomatico europeo ha riconosciuto che alcune scelte di Washington potrebbero non coincidere con gli interessi dell’Unione, ma ha assicurato che i Paesi europei continueranno a cercare di convincere gli alleati americani della validità della propria linea. In caso di divergenze, ha aggiunto, l’Europa è pronta a proseguire il proprio percorso. Sullo sfondo ci sono anche le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, un appuntamento che potrebbe influenzare le decisioni della Casa Bianca e spingere le capitali europee ad attendere gli sviluppi prima di assumere nuove iniziative.

Ucraina: servono fino a 70 miliardi per il 2027 e più missili Patriot

Tra le questioni più urgenti che i leader europei dovranno affrontare ci sono il finanziamento dell’Ucraina e il rafforzamento della sua difesa aerea. Per il 2027 Kiev potrebbe aver bisogno di risorse aggiuntive fino a 70 miliardi di euro. La cifra è ancora provvisoria: si attendono le valutazioni della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale per definire con maggiore precisione il fabbisogno.

Una soluzione condivisa non è ancora pronta, ma tra le opzioni sul tavolo potrebbe tornare anche il tema degli asset russi congelati, una questione complessa sul piano politico e giuridico. L’obiettivo resta individuare le risorse necessarie per garantire la continuità degli aiuti senza compromettere la coesione europea.

Sul fronte militare, invece, si discute della possibilità di mettere in comune le scorte europee di intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot. L’idea è individuare eventuali disponibilità aggiuntive da destinare a Kiev, in un momento in cui la protezione delle città e delle infrastrutture ucraine resta una priorità.

La sfida per l’Europa è quindi duplice: mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti e, allo stesso tempo, prepararsi a sostenere l’Ucraina anche qualora il contributo americano diventasse meno prevedibile. Le prossime riunioni serviranno a verificare quanto i 27 siano disposti a fare per colmare le lacune finanziarie e militari che rischiano di pesare sul futuro di Kiev.

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