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Trump sospende le nuove sanzioni contro la Russia: stop ai dazi fino al 500%

Trump sospende le nuove sanzioni contro la Russia: stop ai dazi fino al 500%

Trump blocca l’applicazione delle nuove misure economiche contro la Russia, previste da una legge approvata dal Congresso statunitense e firmata dallo stesso presidente.

Donald Trump blocca l’applicazione delle nuove misure economiche contro la Russia, previste da una legge approvata dal Congresso statunitense e firmata dallo stesso presidente. Con un ordine esecutivo pubblicato dalla Casa Bianca il 16 ottobre, il presidente ha disposto una deroga all’applicazione delle sanzioni, sostenendo che la decisione risponde all’interesse nazionale degli Stati Uniti.

Il provvedimento arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore delle misure, prevista per il 18 ottobre, e si inserisce in una fase di intensa attività diplomatica e commerciale dell’amministrazione americana sul conflitto in Ucraina.

Dazi fino al 500% e misure contro gli acquirenti di energia russa

Il pacchetto di misure, contenuto nel Lindsey O.

Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026, prevedeva un aumento del 500% dei dazi sulle merci provenienti dalla Federazione Russa, con alcune eccezioni. Erano inoltre previsti dazi aggiuntivi del 100% sui prodotti importati dai cinque principali Paesi acquirenti di petrolio greggio e gas naturale di origine russa, qualora avessero effettuato nuovi acquisti a partire dal 18 ottobre.

Ulteriori tariffe avrebbero potuto colpire i cinque Paesi individuati come principali facilitatori dell’elusione delle sanzioni sul petrolio russo. L’obiettivo era aumentare la pressione economica su Mosca e scoraggiare gli Stati che continuano a sostenere il commercio energetico con la Russia.

La legge era stata approvata con un sostegno bipartisan, coinvolgendo parlamentari repubblicani e democratici. L’ordine esecutivo di Trump utilizza però una clausola che consente al presidente di rinunciare all’applicazione delle misure, previa certificazione scritta al Congresso che attesti la tutela dell’interesse nazionale. La deroga riguarda le disposizioni previste dalla legge e non equivale a una cancellazione definitiva del provvedimento legislativo.

La decisione nel quadro dei rapporti tra Washington, Mosca e Kiev

La sospensione arriva dopo una settimana caratterizzata da diverse iniziative di Trump legate alla guerra in Ucraina e al mercato energetico. Nei giorni precedenti, il presidente aveva annunciato un accordo relativo all’acquisto di gasolio russo, motivando le proprie scelte anche con la necessità di contenere i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti. Le mosse dell’amministrazione hanno suscitato critiche da parte di esponenti politici che ritengono possano indebolire la pressione internazionale sul governo di Vladimir Putin.

La questione energetica assume un peso particolare anche in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, in un contesto segnato dalle preoccupazioni per il costo della vita e per i prezzi dei carburanti.

Parallelamente, restano aperti i nodi legati al sostegno americano all’Ucraina. Tra questi figura anche la controversia sull’utilizzo di Starlink da parte delle forze ucraine per le comunicazioni e il controllo dei droni militari: le autorità ucraine avevano denunciato limitazioni al servizio, mentre le circostanze e le responsabilità relative alle restrizioni sono rimaste oggetto di chiarimenti.

La scelta di sospendere le nuove misure contro la Russia segna quindi un passaggio importante nella politica di Washington. L’effetto concreto della deroga dipenderà anche dalle decisioni successive della Casa Bianca e dall’evoluzione dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti, Russia e Ucraina.

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