Una tragedia improvvisa ha colpito il mondo dello sport giovanile, con la morte di una atleta 15enne durante una trasferta a Roma a causa di un malore, che ha riacceso l’attenzione sui rischi legati alle allergie alimentari e sulla gestione delle emergenze. Mentre le autorità hanno aperto un’indagine, la comunità sportiva si è stretta nel cordoglio e nell’attesa di chiarimenti sulle cause del decesso.
Morta la 15enne Sofia Di Vico: cordoglio e sospensione degli eventi sportivi
La giovane si trovava sul litorale laziale con la sua squadra, l’Under 15 di Maddaloni soprannominata “Le Monelle”, per partecipare al torneo “Mare di Roma Trophy in Pink”, annullato in segno di rispetto. Gli organizzatori hanno espresso profonda vicinanza alla famiglia e alle compagne di squadra, sottolineando: “In un momento così drammatico, riteniamo doveroso fermarci, nel rispetto del dolore della famiglia“.
Anche le istituzioni locali e il mondo del basket si sono stretti attorno ai familiari: il sindaco di Maddaloni ha condiviso un messaggio di lutto e solidarietà: “È un giorno di profonda tristezza per tutti noi“. Analogamente, la Federazione Italiana Pallacanestro regionale ha deciso di sospendere altre competizioni previste nei giorni successivi, definendo quanto accaduto “Una tragedia immensa, un dolore troppo grande e difficile da accettare“. L’intera comunità sportiva resta colpita da una perdita improvvisa e devastante, mentre si attendono gli esiti degli accertamenti per chiarire con precisione le cause del decesso.
La cena con gli amici, poi il malore: morta una 15enne, chi era Sofia Di Vico
Una ragazza di 15 anni, Sofia Di Vico, ha perso la vita nella notte presso l’Ospedale Grassi, dopo aver accusato un improvviso malore in seguito a una cena con le compagne di squadra. La Procura ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo, mentre tra le possibili cause si ipotizza una reazione allergica, senza tuttavia escludere altre origini del malessere. Sarà l’autopsia, già disposta dagli inquirenti, a fare piena luce su quanto accaduto.
L’allarme è scattato nella tarda serata di giovedì 2 aprile, in un campeggio nella zona sud di Roma, dove la giovane si trovava con la squadra per partecipare a un torneo sportivo. Nonostante l’assunzione dei farmaci che portava con sé, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente durante il trasferimento in ospedale, dove è deceduta poco dopo l’arrivo. Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza avrebbe manifestato gravi difficoltà respiratorie subito dopo aver mangiato, arrivando a dire: «Non respiro, non respiro». Originaria della provincia di Caserta e giocatrice di basket, Sofia sarebbe stata allergica alle proteine del latte, elemento che potrebbe aver avuto un ruolo determinante.