Negli ultimi giorni, molti utenti hanno notato un messaggio inatteso su App IO riguardante il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Questo promemoria non indica che il servizio sia stato integrato direttamente nell’app, ma serve come utile promemoria per ricordare ai cittadini la possibilità di accedere ai propri referti e prescrizioni senza dover recarsi fisicamente dallo sportello o dal medico di famiglia.
Premendo il pulsante “Vai al tuo Fascicolo”, l’utente viene reindirizzato al sito del Ministero della Salute dove può selezionare la propria regione. Ogni regione gestisce infatti il proprio FSE in modo indipendente. L’autenticazione può essere effettuata tramite SPIDCIE o CNS.
Novità e statistiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico
Il servizio ha recentemente introdotto importanti novità, tra cui l’accesso ai documenti, le modalità di caricamento da parte dei medici e la consultazione del fascicolo dei minori da parte dei genitori.
È stato inoltre introdotto il Profilo Sanitario Sintetico un riassunto delle informazioni essenziali sullo stato di salute del paziente, utile in caso di emergenze.
Purtroppo, solo il 26,5% degli italiani utilizza questo strumento, con notevoli differenze regionali. La Toscana è in testa con il 51,4% di utilizzo, mentre la Basilicata si attesta all’1,2%.
Accesso diretto ai FSE delle regioni
Di seguito, i link diretti per accedere ai FSE di ogni regione, in ordine alfabetico:
- Abruzzo
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Emilia-Romagna
- Friuli-Venezia Giulia
- Lazio
- Liguria
- Lombardia
- Marche
- Molise
- Piemonte
- Puglia
- Sardegna
- Sicilia
- Toscana
- Umbria
- Valle d’Aosta
- Veneto
- Provincia autonoma di Trento
- Provincia autonoma di Bolzano
L’allarme degli esperti: bambini e smartphone
La European Academy of Paediatrics (EAP) e la European Confederation of Primary Care Paediatricians (ECPCP) hanno pubblicato un Position Paper su Acta Paediatrica che evidenzia i rischi dell’esposizione precoce e prolungata agli schermi per bambini e adolescenti. Il documento, elaborato con il contributo della Pediatria di Padova raccoglie le più aggiornate evidenze scientifiche sugli effetti degli smartphone, della televisione, dei videogiochi e dei social network.
Gli esperti sottolineano che un’esposizione eccessiva agli schermi può avere conseguenze negative sul piano cognitivo, socio-emotivo e fisico. Tra i rischi principali ci sono la riduzione dell’attività fisica, il peggioramento della qualità del sonno, l’aumento del rischio di sovrappeso e obesità, disturbi visivi, sintomi muscolo-scheletrici e alterazioni dello sviluppo cognitivo ed emotivo.
Il rischio della dipendenza digitale
Il professor Eugenio Baraldi direttore scientifico della Fondazione Città della Speranza ha evidenziato il crescente problema dell’uso problematico dei dispositivi digitali e dei social network. “Tra gli aspetti più preoccupanti di una precoce esposizione agli schermi emerge il crescente rischio di comportamenti di dipendenza da dispositivi digitali e social network, favoriti da un utilizzo prolungato e incontrollato, con possibili ripercussioni sul benessere psicologico, sul rendimento scolastico, sulla qualità del sonno, sulle relazioni familiari e sociali e sull’attività fisica.”
Raccomandazioni per le famiglie
Il Position Paper propone indicazioni pratiche differenziate per età. La raccomandazione è di evitare completamente l’uso degli schermi nei bambini sotto i 2 anni, fatta eccezione per le videochiamate con i familiari. Tra i 3 e i 5 anni, il tempo davanti agli schermi dovrebbe essere limitato a un massimo di un’ora al giorno, privilegiando contenuti di qualità e la presenza di un adulto durante la visione. Dopo i 5 anni, l’indicazione è di non superare le due ore quotidiane dedicate agli schermi per attività ricreative.
Gli esperti invitano a proteggere il sonno, favorire l’attività fisica quotidiana, incoraggiare il gioco libero e il tempo trascorso all’aperto e coinvolgere attivamente i genitori nell’educazione digitale dei figli, promuovendo anche modelli positivi di utilizzo della tecnologia.
L’impegno della Usl Umbria 2 per la sanità pubblica
La Usl Umbria 2 sta rafforzando la propria rete assistenziale attraverso un programma di interventi volto a migliorare l’accessibilità ai servizi, la presa in carico dei pazienti e l’appropriatezza dei percorsi di cura. Nei primi sei mesi del 2026, sono state erogate 400.198 prestazioni specialistiche ambulatoriali con un incremento del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2026.
L’attività chirurgica ha visto un incremento del 12,1% rispetto al 2026, con un recupero del 40% degli interventi presenti nelle liste di attesa. La Usl Umbria 2 sta inoltre potenziando le tecnologie sanitarie e l’innovazione organizzativa, con l’obiettivo di rendere l’assistenza sempre più vicina ai cittadini.
Il direttore generale Roberto Noto ha sottolineato l’importanza di investire sul personale, sulle tecnologie e sull’integrazione tra ospedale e territorio per offrire servizi sempre più accessibili e percorsi assistenziali appropriati.
