Negli ultimi anni il web e i social network sono diventati strumenti centrali non solo per la comunicazione quotidiana, ma anche per la diffusione di contenuti radicali e ideologie estremiste. Un giovane residente nel Teramano è stato arrestato a Roma dalla Digos con l’accusa di aver pianificato azioni terroristiche ispirandosi a Theodore Kaczynski, noto come Unabomber.
Giovane arrestato per iniziative a carattere terroristico: attività online e propaganda estremista
Un giovane di 26 anni originario del Teramano è stato arrestato dalla Digos dell’Aquila con l’accusa di aver ideato e promosso iniziative a carattere terroristico, ispirandosi alla figura di Theodore Kaczynski, conosciuto come Unabomber. L’indagine ha preso avvio dall’analisi di un profilo Instagram “nature_pilled” seguito da oltre 200mila utenti, utilizzato come piattaforma per la diffusione di contenuti radicali, immagini e video di stampo eversivo. All’interno degli account riconducibili all’indagato venivano pubblicati messaggi che incitavano alla ribellione contro il sistema tecnologico e democratico, spesso accompagnati da fotografie di soggetti armati e con il volto coperto.
Oltre alla propaganda, venivano condivisi manuali e guide dettagliate per la realizzazione autonoma di armi ed esplosivi, con riferimenti anche a possibili obiettivi sensibili come aziende e centri dati. Tra i contenuti emersi figura anche un video diffuso il 18 marzo in cui venivano illustrate tecniche per la produzione di ordigni artigianali a partire da fertilizzanti, materiale poi riscontrato durante le perquisizioni effettuate dagli agenti.
“Come Unabomber, ha pianificato azioni terroristiche”. Giovane arrestato a Roma, le accuse choc
Come riportato da Mediaset Tgcom24, lo studente di Scienze Politiche residente a Roma, nel quartiere Tuscolano, è stato fermato nella sua abitazione non distante dal Parco degli Acquedotti e successivamente trasferito in carcere. Le accuse a suo carico comprendono addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche di matrice internazionale, e apologia di reato aggravata dal contesto terroristico. Secondo quanto evidenziato dal giudice per le indagini preliminari, il comportamento mostrava una progressiva escalation, passando dalla semplice diffusione di contenuti ideologici fino alla condivisione di istruzioni operative concrete, elemento che ha contribuito a generare un forte allarme sociale.
Nel corso delle perquisizioni eseguite tra Roma e Tortoreto, gli investigatori hanno sequestrato diverso materiale, tra cui fertilizzante, indumenti mimetici, un passamontagna, dispositivi elettronici, telefoni e armi bianche. L’operazione, denominata “Paint it black”, ha inoltre permesso di analizzare l’ampio volume di contenuti condivisi online e di monitorare eventuali contatti collegati al soggetto.
Gli inquirenti stanno valutando possibili connessioni con altri episodi recenti avvenuti nella stessa area, considerando anche la vicinanza geografica con un’abitazione in cui, poche settimane prima, due individui legati ad ambienti anarchici sono deceduti mentre si sospetta stessero preparando un ordigno artigianale.