Roma, 19 giu. (askanews) – Il 21 giugno si celebra la Giornata nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma. Per l’occasione, AIL ha organizzato una conferenza stampa dove, grazie alla partecipazione di medici, esperti e professori provenienti da tutta Italia, si è articolato un ampio dibattito sull’importanza della ricerca, ma soprattutto delle terapie sperimentali e non, che possono cambiare radicalmente la vita delle persone affette da neoplasie ematologiche.Le parole di Giuseppe Toro, Presidente AIL: “Da oltre 55 anni AIL è vicino ai pazienti ematologici.
Il paziente ha bisogno di una serie di servizi e AIL mette a disposizione case, sostegno psicologico, viaggi solidali, assistenza domiciliare. Tutto ciò serve ad alleviare, ad aiutare il paziente nell’ affrontare una malattia.”L’intervista al Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli: “AIL è un’istituzione fondamentale in questo Paese per il supporto che dà in maniera globale ai malati e alle loro famiglie.
AIL si distingue per tutta una serie di iniziative, promuove l’aiuto nell’assistenza logistica ai familiari dei malati, paga borse di studio a giovani talenti in attesa che possano avere una strutturazione nell’istruzione ospedaliera universitaria in cui si stanno formando.”Stare a fianco del paziente lungo il percorso di cura è fondamentale.
Grazie ai passi da gigante nel campo della R&S, oggi guarire definitivamente non è una rarità come un tempo, ma si può ancora fare di più.L’intervento di Paolo Corradini, Professore di Ematologia presso l’Università degli Studi di Milano: “Oggi, di fatto, se dopo la prima linea il paziente non è in risposta completa noi siamo scontenti: il livello delle nostre aspettative per il paziente è salito vertiginosamente. Chiaramente la risposta completa può anche significare non essere guarito del tutto dal mieloma, magari anche a distanza anche di 10, 12, 15 anni possono esserci ricadute. Però se si diventa asintomatici, è sinonimo di un’ottima qualità della vita.”Il messaggio, rivolto a pazienti e familiari: non siete soli nella vostra battaglia. Grazie anche al lavoro incessante delle 83 sezioni AIL distribuite sul territorio nazionale, ogni battaglia vinta contro i tumori del sangue è un piccolo passo avanti verso un mondo libero dalle neoplasie ematologiche.