Nell’articolo legato al fatto che gli occidentali fanno meno figli abbiamo anticipato questo argomento. Stavo leggendo le statistiche sui sussidi distribuiti agli immigrati in Italia e sono tornato a ragionare su quel tema. Gran parte dei sussidi vanno alle famiglie di immigrati allora ho provato a allargare il ragionamento e riflettevo: nelle altre culture è preponderante la divisione dei ruoli, la donna sta a casa e cura i figli e tutte quelle problematiche legate alla gestione della famiglia, l’uomo deve procurare le risorse dedicate alla sopravvivenza, rispetto alla civiltà occidentale dove i tempi sono più dinamici scuola/università/lavoro ma con quella possibilità di decidere quale strada prendere, per certe culture tutto avviene un po’ di pancia, un po’ quando ti buttano in acqua e non sai nuotare, o impari, o muori.
Nelle civiltà occidentali la donna non ha un ruolo così nitido, può decidere liberamente se avere o meno figli e quindi filtra il suo desiderio di maternità attraverso la lente dello status sociale e delle possibilità future ma anche attraverso la lente geopolitica mondiale. La donna moderna è preparata, progettuale non lascia mai niente al caso, ma mi viene da pensare: perché nonostante sia così preparata e abbia raggiunto, rispetto a un secolo fa, diritti che la mettono al pari dell’uomo (si lo so la strada è ancora lunga ma percorribile) sia così livorosamente attiva nei confronti del maschio occidentale ma così profondamente attratta da culture che potrebbero azzerare in un sol colpo tutta la strada fatta.
Nelle manifestazioni dei giovani, le più scalmanate le più accese sono le attiviste donne, ma non sono rari i casi in cui la commistione tra donna attivista e uomo di un’altra cultura finisce sempre male. Mi sono confrontato ultimamente con un sacco di donne su argomenti diversi dal conflitto IsraeloPalestinese alla politica Italiana e vi posso dire che in alcuni casi ho trovato un pensiero unico che non lascia spazio a nessun altro punto di vista, cosa che lascia spazio a manipolazioni di qualsiasi genere.
Viste le recenti prese di posizione di alcune esponenti politiche mi sono chiesto: davvero la nostra società può sopravvivere con questo tipo di posizioni? E voi cosa ne pensate?
