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In "Vittorio De Sica - La vita va in scena" il ruolo delle due mogli

Roma, 18 giu. (askanews) – Si intitola “Vittorio De Sica – La vita va in scena” il documentario di Francesco Zippel che ripercorre il percorso professionale e personale del grande regista e che sarà nei cinema il 22, 23, 24 giugno. La famiglia De Sica ha dato accesso a materiali d’archivio inediti e offerto racconti personali, mentre registi da tutto il mondo, da Wes Anderson a Asghar Farhadi, da Francis Ford Coppola e Ruben stlund, hanno espresso la loro gratitudine nei confronti dell’autore di “Ladri di biciclette”, “Sciuscà”, “La ciociara”, come spiega Zippel: “E’ stato molto bello come loro hanno raccontato la maniera in cui sono riusciti a tradurre all’interno del loro cinema Vittorio De Sica.

Wes Anderson ha rilasciato pochi giorni fa un’intervista in cui parla di De Sica come una tela bianca dalla quale si deve partire per fare un film. La cosa che mi ha reso proprio felice è rendermi conto come sia presente, come dicono i fratelli Dardenne, lui circola nelle loro teste”.

Nel film si raccontano le due famiglie di De Sica, quella formata con Giuditta Rissone e quella con Maria Mercader, due donne e due attrici che sono state fondamentali anche nel percorso professionale del Maestro del Neorealismo. Due nuclei famigliari tra cui Vittorio si muoveva in parallelo e che si sono poi riconciliati e riuniti.

Sul red carpet di Cannes, dove era stato presentato in anteprima questo documentario, c’erano infatti Brando, figlio di Christian, insieme ad Andrea, figlio di Manuel e Eleonora Baldwin, figlia della primogenita del grande regista, Emilia, che così raccontano il contributo delle loro nonne al lavoro del grande regista: “Il parere di Titta, che prima di lui aveva un grande successo teatrale era importante. – ha spiegato Eleonora – Titta lo faccio questo progetto? Cioè le sue scelte erano informatissime, il parere di Titta era importante”. Andrea De Sica ha raccontato: “Maria Mercader, mia nonna, è stata una donna molto spiritosa, molto anticonformista. E si dice, la leggenda voleva a casa che lei fu quella che fece tagliare la famosa scena di Ladri di biciclette, una scena che nessuno ha mai visto, la famosa scena del Luna Park, dove il padre portava il figlio a giocare al Luna Park, e mia nonna in sala disse: E però, dopo il ristorante, dopo la cosa mo pure il Luna Park. E che però è stata con lui e appunto nel documentario racconto un altro aneddoto, quando lui pensava dopo la guerra, visto che c’era la fame, di tornare al teatro e lei disse: o continui con il neorealismo o io ti lascio. E lui fece una scelta che poi è rimasta nella storia del cinema”.