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Locazione agevolata per famiglie separate: chi ha chiesto il bonus

Locazione agevolata per famiglie separate: chi ha chiesto il bonus

Scopri chi ha più richiesto il supporto all’affitto, le età e i redditi predominanti e le regioni dove il bonus è più consistente.

Il 29 ottobre, alle ore 12:00, è scaduto il termine di presentazione delle domande per il nuovo bonus affitto destinato a genitori separati o divorziati. Al momento della chiusura erano state registrate 15.540 istanze tramite la piattaforma online del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). L’obiettivo della misura è coprire il 50% del canone di locazione per chi ha dovuto lasciare la casa familiare, fornendo un sostegno concreto alle famiglie in transizione.

Finanziamento e durata della misura

Il ministro Matteo Salvini ha confermato che il fondo destinato al bonus prevede 20 milioni di euro per il 2026 e altri 20 milioni per il 2027. Queste risorse, già inserite nella precedente legge di bilancio, saranno impiegate per garantire il pagamento ai beneficiari e saranno rifinanziate anche per gli anni successivi.

Il governo intende mantenere la misura attiva fino al 2028, assicurando una continuità di sostegno per le famiglie che si trovano in situazioni di separazione o divorzio.

Come si accede al bonus: criteri di ammissibilità

A differenza di molti altri bonus, che si basano sull’ ISEE come criterio di ammissibilità, questa agevolazione utilizza la dichiarazione IRPEF con una soglia massima di 35.000 euro di reddito annuo.

Tale scelta ha incluso nella platea dei richiedenti anche cittadini extracomunitari (11% delle domande) e comunitari (4%). Il 83,2% delle istanze è stato presentato da italiani, confermando che il contributo pubblico si rivolge principalmente alla popolazione nazionale.

Profilo demografico dei richiedenti

Le statistiche mostrano che la quota di donne supera il 60%, mentre gli uomini rappresentano il 40% delle domande. Queste percentuali indicano una preponderanza femminile nella richiesta di supporto abitativo. Inoltre, quasi la metà dei richiedenti ha un’età compresa tra i 45 e i 54 anni, suggerendo un target di famiglie mature che affrontano la transizione abitativa a seguito di una separazione.

Distribuzione territoriale delle domande

Dal punto di vista geografico, il Nord ha generato il 48,4% delle richieste, seguito dal Centro (18,8%) e dal Sud (32,8%). La Lombardia è la regione con il maggior numero di istanze (15%), a cui seguono Campania (12,4%), Piemonte (9,6%), Veneto (9,6%) e Lazio (9,1%). Questi dati evidenziano una concentrazione significativa di domande nelle aree industriali e urbane del Nord, ma anche una presenza rilevante al Sud.

Fasce di reddito e canoni di locazione

Il canone annuo medio dichiarato varia notevolmente tra le macro-aree: al Sud è di 4.800 euro, al Nord di 5.700 euro e al Centro supera i 6.000 euro. Per quanto riguarda le fasce di reddito, il 39% delle domande rientra nella categoria 0-15 mila euro, il 32% nella fascia 15-25 mila euro e il 29% nella fascia 25-35 mila euro, quest’ultima rappresenta il ceto medio tradizionalmente escluso da altre misure di sostegno. Inoltre, la maggior parte dei richiedenti ha dichiarato di avere un solo figlio, mentre il 14% è in condizione di disoccupazione e il 6% è riconosciuto come disabile.

Modalità di erogazione e prospettive future

Gli accrediti saranno effettuati in un unico versamento annuale, presumibilmente entro il 15 dicembre, tramite bonifico su IBAN indicato nella domanda. In totale, la piattaforma ha registrato 47.000 manifestazioni di interesse, ma solo le 15.540 domande formali con dati anagrafici e sentenza di divorzio sono state accettate. Il ministro ha inoltre annunciato un nuovo bando all’inizio del 2027, con l’obiettivo di ampliare nuovamente il capitolo di spesa, dimostrando la volontà di mantenere il sostegno attivo per le famiglie che ne hanno più bisogno.

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