Torino, 31 ott. (askanews) – Massimo Vitali è uno di quei fotografi che hanno definito il paesaggio italiano, ma quello umano, con le grandi scene collettive e le famosissime spiagge. Ad Artissima le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo hanno portato in fiera alcune sue opere, in attesa della mostra che ospiteranno a Torino nel 2027.
Lo abbiamo incontrato e abbiamo parlato del suo lavoro oggi.”La mia fotografia è concreta – ci ha detto – sia quando facevo le foto per la pellicola, sia ora che faccio il middle format digital, cioè digitale pesante, è rimasta uguale e comunque mi serve per avere i dettagli, le mie foto sono una miriade di dettagli messi assieme”.Dettagli che si sommano, si incrociano, diventano le storie delle persone, per quanto minime – ma sempre fondamentali – nel grande scenario dell’immagine.
E la cura di questo dettaglio è cruciale per il fotografo. “A me non interessa la fotografia, il bel paesaggio, la bella luce – ha aggiunto Vitali – tutte cose che assolutamente non tengo in considerazione ma mi interessano i dettagli, io sono folle per i dettagli. Lavoro con uno studio che è altrettanto folle per i dettagli e mi sgridano quando una persona a 36 metri non è perfettamente a fuoco e non si vedono i lacci delle scarpe, per cui continuo così”.E, lasciatecelo dire, la forza di un lavoro come questo sta anche nel carattere di un fotografo che parla come Massimo Vitali.