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Oncologia, IEO e AVIS per una firma storica

Milano, 21 mag. (askanews) – Un passo storico per il futuro dell’oncologia. La tre giorni dell’evento “Il futuro dell’oncologia non aspetta. Tecnologie ed approcci avanzati per prevenzione, diagnosi e cura”, promosso da Motore Sanità con l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) in programma dal 20 al 22 maggio presso l’Aula Magna La Pietra dello IEO di Milano, si è aperta con un momento simbolico.

La firma dell’accordo quadro tra IEO e AVIS: per aprire prospettive nuove di prevenzione e cura. Ha parlato così Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO: “Questo accordo con AVIS è realmente molto importante, perché apre una prospettiva che riguarda l’oncologia di precisione in tutte le sue forme, in particolare la prevenzione di precisione.

Prevenzione oncologica che oggi è un elemento fondamentale, perché dobbiamo assolutamente intercettare prima possibile, quindi non aspettare gli screening ma andare a intercettare sui profili molecolari, biologici, genetici. Andare a intercettare le predisposizioni per sviluppare il cancro”. Ricercatori, manager sanitari, istituzioni. Tutti coinvolti per interrogarsi sul futuro dell’oncologia. Un banco di prova importante per tutto il Sistema Sanitario Nazionale.

“La medicina sta facendo passi da gigante, però qual è il grosso problema che abbiamo nel nostro paese? Perché in alcuni centri, come l’Istituto Europeo dell’Oncologia, è un centro riconosciuto a livello mondiale e non solo a livello nazionale. Si fanno delle cose straordinarie. Ma come può l’innovazione essere messa a terra nelle altre regioni? E a quale livello comunque le altre regioni devono rinformarsi? Quali devono essere i cosiddetti livelli essenziali e assistenti nell’ambito oncologico in tutte le regioni?” ha aggiunto Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità.In questo contesto l’accordo quadro con Avis è storico: cura e prevenzione come sempre le due direttrici chiave. “Io oserei dire per il futuro dell’Italia, perché l’accordo di oggi tende a sottolineare l’importanza della prevenzione e soprattutto della ricerca. E quindi mettere a disposizione, da parte dei donatori, del loro sangue proprio per sostenere la ricerca dentro una logica che la prevenzione è certamente un elemento di valore innovativo per la nostra associazione, ma che è stato fortemente voluto da tutto il consiglio di AVIS nazionale. Quindi essere qua oggi è l’inizio di un percorso, ma anche una pietra miliare su quello che è il cambiamento culturale che stiamo cercando di portare sia dentro l’associazione, ma indirettamente dentro le nostre comunità” ha concluso Oscar Bianchi, Presidente AVIS Nazionale.Una tre giorni fondamentale, per capire il cammino e la prospettiva dell’oncologia in Italia.