Il caso delle due donne, madre e figlia, morte a Campobasso durante le festività natalizia che inizialmente è stato archiviato come un’intossicazione alimentare ora viene ricatalogato alla luce degli elementi emersi che hanno cambiato il quadro indiziario e forse anche gli accusati di quello che ora è un possibile omicidio.
Come è cambiato il quadro accusatorio della vicenda
La vicenda, inizialmente archiviata come intossicazione alimentare, vista l’implicazione di tre membri della famiglia su quattro, ricordiamo che il padre è stato ricoverato in gravi condizioni in un ospedale romano, e la sorella che quella sera si trovava fuori casa.
Questo scenario ha fatto pensare ad un’intossicazione alimentare ma dopo attente analisi dei corpi delle due donne, la madre Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, è emerso un quadro inatteso.
Infatti nel corpo delle donne sono state trovate tracce elevate di Ricina, un potente veleno, incolore, insapore e inodore che è capace di uccidere una persona se utilizzato in quantità anche minime.
Roberta Bruzzone traccia un quadro ben preciso
Roberta Bruzzone è intervenuta all’interno de “La vita in Diretta”, programma dove è ormai ospite fissa, ed ha svelato che per compiere un gesto simile serve una strategia ben mirata, non si arriva ad avvelenare qualcuno dall’oggi al domani.
“Per arrivare a un avvelenamento vuol dire che c’è una strategia precisa e un movente piuttosto solido” – queste le parole della Bruzzone riportate da The Social Post ecco perché prende sempre più corpo l’ipotesi della premeditaizone.
Il cerchio dei colpevoli si restringe a persone vicine alle due donne perché bisogna conoscere la casa e le abitudini, quindi il colpevole è molto probabilmente qualcuno di famiglia che ha usato questo metodo per colpire.
Inoltre gli investigatori hanno puntato il loro “raggio d’azione” verso il dark web – dove la Ricina può essere facilmente acquista – oltre che verso gli esercenti locali.
Per Bruzzone questo gesto è segno di una vendetta, arrivata dopo rancori assopiti ed un difficile ambiente familiare che ha portato a studiare e a compiere un tale gesto.