(Adnkronos) – (Dall’inviata a Nuova Delhi, Federica Mochi) – Se è vero che l’India non può essere racchiusa in una sola immagine, si può almeno tentare di darle una forma. È la sfida del Calendario Pirelli 2027, che per la sua 53esima edizione prova a raccontare un Paese fatto di contrasti e trasformazioni attraverso tre sguardi diversi e due generazioni di fotografi.
Un viaggio in cui le fotografie d’archivio incontrano le strade di oggi, la poesia si intreccia al ricordo e l’India emerge in tutta la sua complessità, senza mai lasciarsi catturare del tutto. Per la prima volta The Cal riunisce il lavoro del norvegese Sølve
Sundsbø, già autore dell’edizione 2026, del fotografo indiano Raghu
Rai, scomparso nell’aprile scorso, e di sua figlia Avani, che ha portato avanti il progetto dopo la morte del padre.
“Se chiudete gli occhi e pensate all’India che cosa vedete? Forse un colore, un volto, una strada affollata o un rituale. L’India non è mai una cosa sola. È un Paese nel quale tempi, tradizioni e realtà differenti convivono, dove antico e contemporaneo entrano nella stessa immagine” racconta Sundsbø. Il fotografo ha scelto di concentrarsi sui ritratti di nove donne indiane o legate all’India, lasciando a Raghu e Avani Rai il compito di restituire la complessità del Paese attraverso le persone e gli spazi in cui vivono.
“Non me la sentivo di provare a rappresentare l’India in tutta la sua complessità. Io non avevo il diritto di farlo – spiega il fotografo -. Ho scelto invece di concentrarmi sui ritratti di straordinarie donne indiane, giocando con le texture degli abiti, sui colori e sui contrasti”. Sono tante le chiavi di lettura per The Cal 2027. Sundsbø ha fotografato le protagoniste tra il Forte Jaigarh di Jaipur e Ajabgarh, in Rajasthan, lavorando su luce, colore, tessuti e architetture. Il cast comprende le attrici Aditi Rao Hydari e Avantika Vandanapu, l’attrice e produttrice Freida Pinto, la musicista e compositrice Anoushka Shankar, la poetessa e performer Rupi Kaur, le modelle Lakshmi Menon e Bhavitha Mandava, l’autrice e conduttrice televisiva Padma Lakshmi e la stessa Avani Rai, fotografata anche da Sundsbø. “Per me, la chiave del Calendario sono le persone – dice il fotografo -.Volevamo rappresentare una varietà di personaggi: ci sono poetesse, musiciste, architette, modelle e attrici”.
Parallelamente c’è il lavoro di Raghu Rai, che ha fotografato l’India dal 1965 per oltre sessant’anni. La sua idea era far dialogare le immagini del passato con i volti del presente attraverso una serie di ritratti in studio. Dopo la sua scomparsa, Avani ha scelto di cambiare prospettiva senza abbandonare il progetto originario: ha ripreso fotografie del padre, pubblicate e inedite, ed è tornata nei luoghi in cui erano state scattate, a Delhi e Mumbai, inserendole nel paesaggio umano e urbano di oggi. “Mio padre apparteneva alla strada – racconta -. Per questo ho preso l’idea alla quale stava lavorando e l’ho riportata nelle strade, tra le persone che aveva fotografato per tutta la vita”. Le immagini originali restano intatte ma intorno a loro cambia tutto: le strade, gli edifici, le persone, le luci. Un punto d’incontro tra epoche diverse, senza cancellare le differenze. “Il passato continuerà sempre a esistere nel presente – dice Avani -. È ovunque, nelle sfumature”.
Il lavoro attraversa la vecchia Delhi, i mercati, i vicoli, le rive del fiume Yamuna, fino alla Mumbai contemporanea, tra architetture, locali frequentati dai giovani, grattacieli e villaggi di pescatori. Circa 130 persone hanno preso parte agli scatti, tra cittadini, giovani, danzatori, performer, modelle e artigiani, insieme alla madre di Avani e alla star del cinema indiano Ranveer Singh. L’obiettivo è restituire la coesistenza di mondi diversi, spesso separati da poche strade, in città che cambiano senza perdere del tutto le tracce della propria storia. Per Avani, proseguire il lavoro del padre ha significato trovare una propria posizione senza imitarlo. “Lui ha sempre creduto che l’imitazione non potesse mai portarti oltre l’originale – racconta -. Quello che mi ha lasciato è qualcosa di molto più profondo: guardare il mondo con il cuore aperto, uno sguardo attento, dignità e rispetto, e portare avanti la sua eredità con grazia”. La fotografia, aggiunge, è anche un modo per continuare a incontrarlo: “Quando guardo attraverso l’obiettivo, il mondo sembra rallentare”. È nell’attesa, nel momento in cui qualcosa emerge dalla normalità, che ritrova il dialogo con lui. “Non mi ha mai insegnato come fotografare. Mi ha insegnato qualcosa di molto più fondamentale: come essere pienamente presenti e ricettivi nei confronti del mondo che ci circonda”.
La scelta dell’India si inserisce anche nella riflessione sul ruolo del Calendario, arrivato alla sua 53esima edizione. “Non è un calendario che deve provare nulla, è un calendario che è un segno dei tempi visto dall’artista, visto in questo caso dagli artisti – afferma il presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera -. I temi sono sempre la qualità e l’indipendenza dell’artista nell’esprimersi”. L’India, osserva Tronchetti Provera, ha oggi un ruolo crescente nelle dinamiche politiche ed economiche internazionali: “Rappresenta una forza tranquilla che si muove guardando al futuro, che ha delle sue regole complesse e ci permette di avere lo sguardo su un futuro che ancora è da esplorare, dove sì ci sono tensioni, ma c’è una grande voglia di futuro”.
L’edizione 2027, realizzata tra maggio e settembre, si presenta in un cofanetto con due tasche distinte e raccoglie 36 fotografie: 18 firmate da Sundsbø e 18 appartenenti al progetto di Raghu e Avani Rai. Due percorsi che non cercano di sovrapporsi ma che mettono in relazione la ricerca estetica contemporanea e la memoria fotografica di un Paese in continua evoluzione. Niente spazio, però, all’intelligenza artificiale nel Calendario. Tronchetti Provera, che pure si definisce un “utente addicted” all’Ia, difende per The Cal “l’occhio dell’uomo” fatto di esperienza, emozioni e capacità di cogliere l’istante. “Per quanto perfetta e fantastica, quel grado di sofisticazione legato all’esperienza non ce l’avrà mai” assicura. Nessuna fotografia può contenere l’India, dicevamo. Ma un mosaico di immagini, come dimostra quest’anno il Calendario Pirelli, può avvicinarsi alla sua anima.
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