La situazione di salute e detenzione della premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi sta suscitando crescente preoccupazione a livello internazionale. Le segnalazioni provenienti dal carcere di Zanjan indicano condizioni fisiche molto critiche e episodi compatibili con gravi crisi cardiache, aggravati da un contesto di isolamento, limitato accesso alle cure mediche e tensioni politiche.
Premio Nobel Narges Mohammadi: detenzione, isolamento e contesto politico-giudiziario
La condizione di Narges Mohammadi è aggravata anche dal contesto della sua detenzione e dalle vicende giudiziarie che la riguardano. Condannata complessivamente a 13 anni e nove mesi di reclusione per accuse legate alla sicurezza nazionale, ha ricevuto ulteriori condanne a febbraio, tra cui sei anni aggiuntivi e un anno e mezzo per propaganda contro il sistema islamico iraniano. Dopo un breve rilascio nel dicembre 2024 per motivi di salute dal carcere di Evin, è stata nuovamente arrestata pochi giorni dopo a Mashhad, durante una cerimonia funebre in cui aveva criticato le autorità clericali.
Trasferita nel carcere di Zanjan nel nord dell’Iran, ha avuto contatti estremamente limitati con l’esterno. Il suo team legale segnala inoltre che, nel contesto delle tensioni e dei bombardamenti nella regione, dal carcere sarebbero udibili esplosioni che contribuiscono ad aumentare il suo livello di stress. In passato, Mohammadi ha anche intrapreso uno sciopero della fame durato quasi una settimana per protestare contro le condizioni detentive. Attivista da oltre vent’anni e figura centrale nel movimento per i diritti umani in Iran, è considerata una delle voci più rilevanti del dissenso e un punto di riferimento nelle campagne contro la pena di morte e per i diritti delle donne. Nonostante il suo impegno e la notorietà internazionale, i sostenitori continuano a esprimere forte preoccupazione, soprattutto dopo gli episodi recenti in cui è stata trovata incosciente: “La sua vita è in imminente pericolo”, affermano, mentre cresce l’apprensione per l’evoluzione delle sue condizioni.
Premio Nobel Narges Mohammadi in cella: “Avrebbe avuto un infarto”
Secondo quanto riferito dagli attivisti, Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace e attualmente detenuta nel carcere di Zanjan, avrebbe affrontato una crisi sanitaria particolarmente grave nelle ultime settimane. Il suo team legale, accompagnato da un familiare, è riuscito a farle visita il 29 marzo “sotto stretta sorveglianza”, come indicato nelle comunicazioni della campagna a sostegno. Durante l’incontro, la detenuta è apparsa accompagnata da un’infermiera e in condizioni fisiche visibilmente compromesse. Le testimonianze raccolte descrivono un quadro allarmante: “Le sue condizioni di salute generali erano estremamente precarie, appariva pallida e debole e aveva subito una significativa perdita di peso”.
Le compagne di cella hanno inoltre riferito un episodio critico avvenuto il 24 marzo, quando sarebbe stata trovata priva di sensi nel suo letto, con gli occhi rovesciati all’indietro, in quello che viene descritto come un possibile attacco cardiaco. La situazione sarebbe rimasta grave per oltre un’ora, senza che venisse disposto il trasferimento in ospedale, nonostante “gli evidenti segni di un infarto”. Secondo le ricostruzioni, l’assistenza si sarebbe limitata a interventi interni nell’ambulatorio del carcere. Mohammadi soffre già di patologie cardiache e in passato aveva subito diversi episodi simili, fino a richiedere un intervento chirurgico d’urgenza nel 2022.