> > Rogoredo, verità emerse e conseguenze politiche sull'episodio del poliziotto

Rogoredo, verità emerse e conseguenze politiche sull'episodio del poliziotto

rogoredo verita emerse e conseguenze politiche sullepisodio del poliziotto 1771896714

Rogoredo è al centro di un'inchiesta che coinvolge il poliziotto Carmelo Cinturrino e la morte di Abderrahim Mansouri; le indagini, le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e le reazioni politiche mettono in discussione la narrativa iniziale e rilanciano il confronto sullo scudo penale

Nelle ultime ore il caso del boschetto di Rogoredo è esploso al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria. Un giovane, Abderrahim Mansouri, è morto durante un controllo di polizia; l’agente coinvolto, Carmelo Cinturrino, è indagato per omicidio volontario.

Cosa è successo
Secondo la ricostruzione iniziale, l’intervento era un normale controllo che però è precipitato in tragedia. Gli investigatori hanno raccolto elementi che mettono in discussione la versione fornita dagli agenti presenti.

In particolare, dalle verifiche emergono discrepanze sui tempi della chiamata ai soccorsi: tra l’evento e la richiesta di aiuto ci sarebbe stato un intervallo significativo.

L’arma e le tracce
Accanto al corpo di Mansouri è stata trovata una pistola giocattolo (a salve). Le analisi forensi hanno rilevato tracce di DNA sull’oggetto riconducibili all’agente Cinturrino; non risultano invece profili biologici della vittima sull’arma, secondo quanto riportato dai referti. Questi rilievi hanno spinto gli inquirenti a iscrivere il poliziotto nel registro degli indagati e a procedere con il fermo.

Come procede l’inchiesta
Sotto il coordinamento del procuratore Marcello Viola e del pm Giovanni Tarzia, la Squadra Mobile e la polizia scientifica stanno verificando filmati, messaggi telefonici, testimonianze e interrogatori. Sul posto sono in corso rilievi fotografici, prelievi e accertamenti balistici e metrico-topografici. Le comunicazioni tra gli agenti e le dichiarazioni di colleghi e testimoni verranno confrontate con i riscontri tecnici per ricostruire la cronologia precisa dei fatti.

Ipotesi di favoreggiamento e omissione
Alcuni colleghi presenti sono stati sentiti e, per alcuni, sono emerse posizioni che hanno portato a ipotesi di favoreggiamento e omissione di soccorso. Le dichiarazioni saranno messe a confronto con gli esami scientifici per valutare coerenza e attendibilità.

Accuse di estorsione nei confronti dell’agente
Parallelamente agli accertamenti tecnici, emergono denunce e racconti di conoscenti e amici della vittima che descrivono rapporti conflittuali tra Mansouri e l’agente. Secondo questi testimoni, Cinturrino avrebbe esercitato pressioni e richieste estorsive nei confronti di spacciatori e consumatori della zona, con richieste di denaro e consegne di stupefacenti. La vittima, dicono alcuni, temeva per la propria incolumità e avrebbe voluto sporgere denuncia. Gli inquirenti ora verificheranno la corrispondenza di queste accuse con le prove materiali e le comunicazioni raccolte.

Cosa si cerca ora
Gli investigatori stanno analizzando messaggi, spostamenti e contatti che possano ricostruire una catena di responsabilità e un possibile movente — ad esempio, dissidi preesistenti o il rifiuto di pagamenti estorsivi. Se confermato, un movente di questo tipo aggraverebbe la posizione dell’indagato e cambierebbe la lettura dell’intervento nel boschetto.

Reazioni politiche e impatto sul dibattito sullo “scudo penale”
La vicenda ha acceso anche il dibattito politico. Nei giorni immediatamente successivi all’accaduto i vertici della maggioranza avevano richiamato l’episodio come argomentazione a favore dell’introduzione di uno “scudo penale” per gli operatori in servizio. Con l’emergere di nuovi riscontri investigativi, tuttavia, alcuni esponenti hanno corretto i toni e chiesto prudenza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito che non esiste alcuno scudo penale e ha sottolineato che chi veste una divisa deve agire con rigore, confermando la volontà che la giustizia faccia il suo corso. Anche Matteo Salvini e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, inizialmente vicini alla versione degli agenti, hanno poi chiamato all’accuratezza nell’accertamento dei fatti.

Il caso ha complicato il percorso del pacchetto sicurezza che includeva misure sulla responsabilità degli operatori: critiche, richieste di modifica e osservazioni di carattere costituzionale e tecnico (anche da istituzioni come il Quirinale) hanno rallentato l’iter legislativo. Nei prossimi giorni eventuali nuovi elementi probatori potrebbero condizionare il confronto parlamentare e le scelte normative.

Cosa attendersi
Le indagini proseguono con esami tecnici, ulteriori audizioni e riscontri documentali. L’esito dell’inchiesta determinerà la posizione dell’indagato e influenzerà il dibattito pubblico su come bilanciare la tutela degli agenti e la responsabilità penale. Per ora la parola passa agli accertamenti: servono riscontri solidi per chiarire dinamiche, responsabilità e motivazioni di quanto accaduto nel boschetto di Rogoredo.