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Tamagotchi, una mostra celebra i trenta anni dell'animaletto digitale

Milano, 6 nov. (askanews) – A trent’anni dal suo debutto, il Tamagotchi continua a conquistare generazioni di appassionati. A Tokyo una mostra ripercorre la storia del celebre animaletto virtuale, lanciato nel 1996 e diventato un fenomeno mondiale. Un piccolo dispositivo elettronico a forma di uovo, con uno schermo sul quale compare una creatura digitale da nutrire, accudire e far crescere, proprio come un animale domestico.

Un successo che resiste al tempo.”Il primo grande motivo è che quando uscì il primo Tamagotchi, nel 1996, divenne incredibilmente popolare in tutto il mondo – spiega Taro Tsuji, del gruppo giapponese Bandai Namco – Quelle persone oggi sono cresciute, hanno avuto figli e anche i loro bambini stanno diventando appassionati. Credo quindi che il fatto di essere stato un grande successo fin dall’inizio sia l’elemento fondamentale”.Ma il fascino del Tamagotchi risiede anche nell’aspetto buffo e imperfetto dei suoi personaggi.

“Credo che siano proprio gli aspetti bizzarri a renderli così carini. Ancora oggi ci sono tantissimi personaggi Tamagotchi, con gesti di ogni tipo, ma più che le cose raffinate o perfette, penso siano proprio quegli elementi un po’ strani, fuori posto, a mantenere vivo l’interesse di tutti.”E per il futuro, anche l’intelligenza artificiale potrebbe entrare nel mondo dei piccoli animali digitali.”Non so quali tecnologie si saranno sviluppate tra dieci anni, che si tratti di intelligenza artificiale o di occhiali intelligenti, ma mi piacerebbe vedere un nuovo Tamagotchi che incorpori il più possibile queste innovazioni, conservando però anche quegli aspetti un po’ bizzarri di cui parlavo.”

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