(Adnkronos) – Si è dichiarato non colpevole l’uomo accusato di aver tentato di assassinare il presidente americano Donald Trump. Il 31enne Cole Thomas Allen è comparso davanti a un tribunale federale di Washington per l’udienza relativa all’attentato del 25 aprile scorso durante la cena dell’Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca, tenutasi al Washington Hilton Hotel.
Secondo quanto riferito da Nbc News, Allen, insegnante e ingegnere californiano, deve rispondere, tra le altre accuse, di tentato assassinio del presidente degli Stati Uniti e di reati legati al possesso e all’uso di armi da fuoco.
Secondo gli investigatori, Allen avrebbe cercato di superare armato un checkpoint di sicurezza vicino all’evento, al quale partecipavano Trump, membri dell’amministrazione e giornalisti.
L’uomo avrebbe avuto con sé diversi fucili, coltelli e munizioni. Durante l’intervento del Secret Service è scoppiato uno scontro a fuoco, nel quale un agente è rimasto ferito al petto, mentre il sospetto è stato arrestato illeso.
Le autorità ritengono che Allen avesse pianificato l’attacco da tempo: poco prima dell’assalto avrebbe inviato ai familiari un messaggio di scuse con critiche all’amministrazione Trump e avrebbe poi dichiarato agli investigatori di non aspettarsi di sopravvivere all’azione.
Intanto secondo un ondaggio pubblicato oggi da NewsGuard, società che classifica l’attendibilità dei siti online, un americano su quattro pensa che il tentato assassinio di Donald Trump durante il White House correspondents’ dinner sia stato una messinscena.
Uno su tre se si considerano solo gli elettori democratici.
Il sondaggio conferma quindi che le incriminazioni non hanno fermato la circolazione online delle teorie complottiste, secondo le quali l’amministrazione Trump avrebbe organizzato il finto attacco del 25 aprile all’Hilton di Washington nel tentativo di far risalire la popolarità del tycoon, del partito repubblicano e della costruzione della controversa ballroom del Casa Bianca, per la cui realizzazione Trump ha raso al suo parte dello storico edificio.
Secondo i dati raccolti, tra il 28 e il 4 maggio, da YouGov per NewsGuard il 24% degli americani adulti ritiene che il tentato assassinio sia stato falso, mentre il 45% crede che sia avvenuto davvero, con un consistente 32% che si dice incerto. Evidente come la posizione politica influenzi il giudizio: se un elettore democratico su tre pensa che si sia trattato di una messinscena, solo un elettore reubblicano su otto condivide questa posizione. Gioca anche il fattore generazionale: i giovani tra i 18 e i 29 sono più propensi a pensare che si sia trattato di un falso delle persone più grandi e anziane.
Non solo. Il sondaggio registra anche che molti americani siano scettici sulla veridicità degli altri due tentati assassinii di Trump avvenuti, a luglio durante un comizio in Pennsylvania e a settembre al campo da golf in Florida, nel corso della campagna elettorale del 2024. Il 24% degli intervistati crede che i fatti di Butler siano stati una messinscena, percentuale che sale al 42% tra i democratici e scende all’8% tra i repubblicani. Mentre un 16% ritiene falso il tentativo al campo di golf, con un 26% di dem e 7% di repubblicani. In totale il 21% degli elettori dem crede che siano falsi tutti e tre gli attacchi, insieme all’11% degli indipendenti e 3% repubblicani.
I dati raccolti vengono definiti “sorprendenti” da Sofia Rubinson, redattrice di NewsGuard che, riporta il Washington Post, sottolinea come questi indichino un più ampio scetticismo degli americani verso governo e stampa. “Sempre più persone, a prescindere dallo schieramento politico, diffidano sia di questa amministrazione che dei media”, ha dichiarato, evidenziando come però le stesse persone appaiano disposte a fidarsi di informazioni non verificate che trovano online.
La Casa Bianca, con una dichiarazione diffusa ad aprile, ha affermato che “chiunque pensi che il presidente Trump abbia iscenato il suo tentato assassinio è uno stupido completo”, ma c’e’ afferma che i risultati di questa inchiesta sono anche un indicatore della costante spettacolarizzazione della presidenza Trump.
“Sembra incredibilmente hollywoodiano pensare che tutto questo sia stato inscenato” spiega John Donovan, professore alla Boston University che studia la manipolazione dei media, ricordando però che con questa amministrazione “l’intero apparato governativo è stato trasformato in un reality show”.
Per Jared Holt, ricercatore di Open Measures, gruppo che controlla le attività estremiste online, i numeri del sondaggio mostrano come il pensiero complottista sia ormai sempre più diffuso negli Stati Uniti. “Questi risultati non mi sorprendono più di tanto – afferma – le teorie del complotto hanno ormai infettato il nostro tessuto politico al punto da essere diventate un riflesso viscerale per una parte crescente della popolazione” per dare un senso ad eventi complessi, afferma Holt sottolineando che vi è una responsabilità da parte di “governi e istituzioni che nascondo la verità sulle loro azioni, aggirano normative o non fanno valere le leggi per alcuni individui”.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)