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Tessile, Cancila (Art-Er): serve quadro Ue omogeneo per imprese

Rimini, 5 nov. (askanews) – “Siamo in grande attesa di quello che emergerà sia dal tavolo Ecodesign sia dalle direttive relative al Digital Product Passport, soprattutto nel tessile, che hanno una grande influenza. Fino a che queste regole non arriveranno a una completezza con gli atti delegati, si farà fatica a trovare un’attuazione locale che possa rendere le nostre aziende proattive”.

Lo ha detto Enrico Cancila di Art-Er, l’agenzia della Regione Emilia-Romagna per lo sviluppo dell’innovazione e il trasferimento tecnologico, a margine di Ecomondo alla Fiera di Rimini. L’azione verso le imprese, ha spiegato, va modulata “in modo che quando anche la compliance con le leggi europee arriverà si sia pronti, ma allo stesso tempo non si facciano lavori inutili”.In Emilia-Romagna ci sono già “sperimentazioni interessanti e pregevoli”, ha sottolineato Cancila, ricordando che i distretti più coinvolti sono quello del tessile di Carpi e quello delle calzature di San Mauro Pascoli.

Il tema è “distinguere le varie filiere: la filiera del fast fashion rispetto a chi invece produce in maniera un pochino più sostenibile verso l’alta moda”, perché i modelli di business sono diversi. “Molti si stanno impegnando sulla sostenibilità, ma deve essere chiaro a tutti cosa vuol dire sostenibilità, sennò siamo sempre al palo”.

Nei due distretti Art-Er ha condotto le prime misurazioni della circolarità delle imprese, nell’ambito del Tavolo regionale permanente della moda. A San Mauro Pascoli le aziende hanno mostrato buone performance nella produzione, con grande attenzione a limitare sprechi e rifiuti, ma resta da affrontare la valorizzazione degli scarti di pellame. A Carpi, dove l’analisi ha coinvolto dieci imprese, l’approvvigionamento è risultato la fase più debole, con una performance media del 38%, legata alla natura prevalentemente contoterzista delle aziende e alla scarsa tracciabilità lungo la filiera, mentre il design si è fermato al 49%, con punte del 68% su durabilità e riparabilità dei capi.”La concorrenza, soprattutto sul tessile, dell’e-commerce e di tutti i mercati esteri, Cina in primis, è molto forte sul prezzo: dobbiamo trovare un modo per comunicare sostenibilità e trasparenza e informare il consumatore su cosa sta comprando”, ha aggiunto Cancila. “Non ci si arriva solo come sistema Emilia-Romagna: deve essere tutto il sistema della Commissione europea a dialogare per un percorso comune. In un mercato globale l’azione locale arriva solo fino a un certo livello”.

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