Golfo di Salerno, 14 set. (askanews) – Un appello contro nuove trivellazioni petrolifere nei mari italiani. A lanciarlo dal Golfo di Salerno è Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Ambiente e presidente della Fondazione UniVerde. Nel mirino la norma che consente al Consiglio dei ministri di nominare commissari straordinari per accelerare i procedimenti relativi all’estrazione di idrocarburi.
Pecoraro Scanio ricorda le battaglie degli anni Novanta contro le trivellazioni davanti alla Costiera Amalfitana e chiede di tutelare il mare e un territorio che fonda sul turismo una parte rilevante della propria economia.”No alle trivellazioni petrolifere nei nostri mari – dice Pecoraro Scanio -. Il governo vuole riprendere le trivellazioni petrolifere nei mari italiani e qui siamo proprio nel Golfo di Salerno, vicino alla Costiera Amalfitana, dove addirittura negli anni Novanta facemmo una battaglia per evitare le trivellazioni petrolifere di fronte Ravello, Amalfi e Positano.
Da allora una legge dello Stato vieta nel Golfo di Salerno, di Napoli, alle Egadi e nella laguna di Venezia le trivellazioni petrolifere.”Già una volta – osserva l’ex ministro – il governo Renzi tentò di eliminare questo divieto. Oggi il governo Meloni rilancia di nuovo dei commissari straordinari che possano fare trivellazioni petrolifere proprio mentre il Paese sta diventando uno dei leader delle energie rinnovabili.
È una cosa inaccettabile tornare indietro all’epoca dei fossili. Basta con queste scelte preistoriche. Dobbiamo guardare al futuro e noi non tollereremo che in questo mare si possano fare trivellazioni petrolifere, con i rischi che abbiamo visto quando ci sono incidenti petroliferi di qualsiasi natura che in zone come questo sarebbero esiziali”.”La nostra ricchezza – conclude l’esponente ambientalista – è il turismo, è il mare, la qualità della vita e noi siamo un paese tecnologicamente avanzato che non ha bisogno di distruggere le nostre bellezze. Inoltre, le trivellazioni petrolifere in Italia hanno un costo per l’estrazione di gas o di petrolio esorbitante che non rende conveniente per nessuno questa pagliacciata”.