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A Cuba carte bancarie sospese, il gruppo Melià lascia 15 hotel

L’Avana, 5 giu. (askanews) – Cuba è sempre più sotto pressione americana. Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro il presidente Miguel Diaz-Canel, alcuni suoi familiari, membri della famiglia Castro, il ministero delle Forze armate rivoluzionarie e altre entità dell’isola.La stretta punta su Gaesa, il conglomerato legato ai militari cubani, che Washington accusa di controllare settori chiave dell’economia e di aggirare le sanzioni.Da domani saranno sospese le operazioni con carte Visa e Mastercard: secondo la Banca centrale cubana, l’istituto di credito straniero che processava queste transazioni ha interrotto il rapporto con Fincimex, braccio finanziario di Gaesa.Le conseguenze sul turismo sono state immediate.

Melià ha annunciato l’uscita dalla gestione di 15 hotel collegati a Gaesa. Iberostar ha lasciato 12 strutture, Blue Diamond ha comunicato la fine delle operazioni a Cuba. Il gruppo asiatico Archipiélago International valuta se ridurre la presenza o lasciare l’isola. La canadese Sherritt, attiva nell’estrazione di nichel e cobalto, ha già annunciato l’uscita dal Paese.

Anche CMA CGM e Hapag-Lloyd hanno sospeso temporaneamente le prenotazioni di carichi verso Cuba.Per l’economista cubano Daniel Torralbas, l’uscita di queste compagnie può avere un impatto “devastante” sull’economia cubana nel breve periodo.Dallo Studio Ovale, Donald Trump parla apertamente del dossier cubano: “Cuba è quasi al collasso. Ce ne occuperemo appena avremo finito.

Mi piace fare una cosa alla volta: ci occuperemo della Repubblica islamica dell’Iran e, appena sarà fatto, sulla via del ritorno faremo una piccola sosta. Ce ne occuperemo. Vogliamo aiutarli”.A L’Avana, le nuove sanzioni vengono lette come un altro passaggio della pressione americana sull’isola.Per Tito Gonzalez, specialista in investimenti, “È una manovra per giustificare una possibile invasione di Cuba. Noi saremo sempre contro la guerra, da qualunque parte venga e contro chiunque sia. La pace è la cosa più importante”.Il governo cubano accusa Trump di rafforzare il blocco e creare uno scenario di conflitto. Washington sostiene di voler colpire le strutture economiche del potere cubano. Intanto sull’isola i blackout continuano, i pagamenti internazionali si fermano e per i cubani è sempre più difficile trovare carburante, acqua e medicine.