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Lavinia Luciani, AIEOP chiarisce: CyberKnife non cura i tumori pediatrici

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La società scientifica chiarisce che non esistono evidenze scientifiche sull’uso della CyberKnife per DIPG e DMG pediatrici e invita a fermare le fake news

“In seguito al grande impatto mediatico del recente caso della bambina di Bari di tre anni, scomparsa a causa di un tumore cerebrale particolarmente aggressivo, e alle notizie circolate secondo cui la tecnica CyberKnife sarebbe stata una cura efficace ma non disponibile in Italia, vogliamo fare chiarezza per tutelare le famiglie e garantire una corretta informazione pubblica”.

Inizia così una nota a firma dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP) che ha sentito il bisogno di intervenire sul caso di Lavinia Luciani per evitare il proliferare di notizie fuorvianti sull’efficacia, in ambito oncologico, del trattamento innovativo denominato CyberKnife e sulla sua disponibilità sul mercato italiano. 

Tumori cerebrali pediatrici, AIEOP: “CyberKnife non è una cura”

“Negli ultimi tempi – scrive infatti AIEOP – diversi articoli e contenuti social hanno infatti lasciato intendere che la CyberKnife possa rappresentare una terapia in grado di curare tumori come DIPG e DMG in età pediatrica, generando l’idea che tale trattamento sarebbe stato “negato” nel nostro Paese. Tali affermazioni, a detta dell’associazione, “non trovano alcun riscontro scientifico” e rischiano di alimentare false speranze in famiglie già provate da percorsi complessi e dolorosi.

AIEOP precisa infatti che “l’indicazione all’uso della radioterapia nei bambini con tumori cerebrali spetta al radioterapista e all’oncologo pediatra, all’interno di un team multidisciplinare specializzato, che valuta sede, istologia, età e prognosi del paziente, stabilendo la tecnica più appropriata.

Perché la CyberKnife non è indicata per DIPG e DMG

“Nel caso specifico – sostiene la società scientifica – la radioterapia stereotassica con CyberKnife, pur disponibile a livello nazionale, non è indicata nelle localizzazioni e istologie quali i gliomi diffusi della linea mediana (DMG) e i gliomi diffusi intrinsechi del ponte (DIPG) in età pediatrica.

“Ciò – si legge ancora nella nota – è motivato dalle peculiari caratteristiche biologiche e di diffusione di tali neoplasie, distinte da quelle dell’adulto, nonché dalla loro risposta alle radiazioni ionizzanti, che richiede schemi di frazionamento e volumi di trattamento non compatibili con i principi di erogazione della tecnica CyberKnife“.

AIEOP, cos’è

Accreditata dal Ministero della Salute, AIEOP oggi opera su tutto il territorio nazionale, con 50 centri affiliati e circa 750 soci tra gli operatori sanitari e ha lo scopo principale di promuovere le attività di ricerca e cura nel campo dell’ematologia ed oncologia pediatrica, oltre a elaborare e coordinare protocolli di trattamento, divulgare le conoscenze, facilitare collaborazioni nazionali e internazionali e stimolare sinergie tra associazioni.

Per garantire la qualità della cura, i centri della società scientifica sono identificati secondo specifici requisiti qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi, e adottano protocolli comuni di trattamento. Il Centro Operativo ha sede a Bologna, sovrintende alla Banca Dati ed è a supporto dell’attività di AIEOP.

AIEOP, appello contro la disinformazione in ambito oncologico

A conclusione della precisazione sul caso della piccola Lavinia Luciani, AIEOP ribadisce che “l’Italia partecipa attivamente alle principali reti internazionali di ricerca e dispone di studi clinici sperimentali avanzati, inclusi protocolli dedicati a DIPG e DMG pediatrici, caratterizzati da un solido razionale scientifico e da un rigoroso controllo etico” e che “ogni indicazione terapeutica – convenzionale o sperimentale – viene condivisa con le famiglie solo dopo una valutazione multidisciplinare completa da parte degli specialisti AIEOP”.

Ciò premesso, così si conclude la precisazione, l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica esprime “vicinanza alla famiglia” e ribadisce l’urgenza di “contrastare la propagazione di notizie infondate, invitando infine a verificare sempre le informazioni relative a terapie oncologiche pediatriche e a fare riferimento esclusivamente a fonti scientifiche e a professionisti qualificati”.