Roma, 13 mag. (askanews) – Città sempre più digitali e resilienti per affrontare con strumenti all’avanguardia le sfide poste dal dissesto idrogeologico. Tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, il Bim (Building information modeling), il Gis (Geographic information system), il digital twin. Strumenti al servizio della pianificazione del territorio e dello sviluppo urbano. Di tutto questo si è parlato nella sessione plenaria introduttiva di Esri Italia 2026 “Digitali e resilienti: il futuro delle città tra AI, BIM e GIS” a Roma il 13 e 14 maggio.
Ad aprire la sessione è stato Marco Casini, Segretario generale di AUBAC e professore alla Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. Intervistato dal divulgatore scientifico Davide Coero Borga, Casini ha affrontato il ruolo del digitale nella difesa del suolo, nella previsione del rischio idrogeologico e nell’adattamento climatico, in un’Italia chiamata a governare territori sempre più fragili e interdipendenti.
Ha indicato tre ingredienti essenziali per governare città, infrastrutture, acqua, suolo, energia e rischio climatico: conoscenza integrata, interoperabilità dei dati e governance pubblica. Una “ricetta” che, applicata al Piano di bacino strumento pubblico di pianificazione che AUBAC sta trasformando in una vera infrastruttura digitale di conoscenza consente di passare da una logica reattiva a una preventiva.
Il digitale – ha affermato Casini – ci permette oggi di vedere ciò che fino a pochi anni fa restava invisibile: le relazioni che tengono insieme acqua, suolo, città, infrastrutture e clima. Non si tratta solo di una svolta tecnologica, ma di una svolta culturale. Vedere meglio significa anche assumersi più responsabilità. Per questo crediamo che il digitale, GIS, BIM, intelligenza artificiale e Digital Twin, diventi davvero utile quando va oltre lo strumento tecnico e diventa infrastruttura pubblica di conoscenza e responsabilità: uno strumento di cura del territorio . Nel pomeriggio, AUBAC ha promosso e coordinato la tavola rotonda nazionale “Dati interoperabili per il governo del territorio: verso un Digital Twin condiviso”, moderata da Casini. L’iniziativa ha riunito ANAS, AGEA, GSE, Terna, RFI, Autostrade per l’Italia, ISTAT, CREA, ENEL e ADR per confrontarsi sul valore strategico dell’interoperabilità dei dati a supporto delle decisioni pubbliche. Il confronto è partito da una constatazione decisiva: il territorio è uno, ma i dati che lo descrivono sono spesso frammentati tra soggetti e sistemi differenti. Le grandi decisioni territoriali non investono mai un solo ambito una nuova infrastruttura energetica incide su mobilità, consumo di suolo, fabbisogni idrici, resilienza climatica, filiere agricole e sistemi urbani. L’interoperabilità è dunque condizione della resilienza territoriale: non servono solo più dati, servono dati che dialoghino. Oggi – ha sottolineato Casini – non manca il dato. Manca ancora troppo spesso la capacità di far dialogare i dati tra loro in modo stabile, affidabile e orientato alla decisione. La vera sfida non è soltanto digitale: è istituzionale, organizzativa e culturale. L’obiettivo non è costruire una piattaforma in più: ma quella di comprendere meglio il territorio, anticiparne le criticità e orientarne le trasformazioni. In questa prospettiva il Digital Twin territoriale può diventare una nuova infrastruttura immateriale del Paese, un ambiente comune nel quale dati, modelli, reti e scenari vengano letti insieme per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche .A Esri Italia 2026 AUBAC presenta uno stand dedicato che illustra le tecnologie del proprio percorso di trasformazione digitale: il robot quadrupede Spot di Boston Dynamics, impiegato per ispezioni su opere idrauliche e siti di difficile accessibilità; le applicazioni di realtà estesa (XR) per la visualizzazione dei dati territoriali; e il Digital Twin del distretto, piattaforma cognitiva che integra pianificazione, monitoraggi, modelli idrologici e idraulici, intelligenza artificiale.