La seduta asiatica si è aperta con un clima di fiducia: la Borsa di Tokyo ha preso il via in territorio positivo il 2 aprile 2026, seguendo il forte rimbalzo registrato nella giornata precedente. Gli operatori stanno monitorando con attenzione il discorso che il presidente americano Donald Trump avrebbe dovuto tenere, un evento percepito come potenzialmente decisivo per le prospettive del conflitto in Iran e per la direzione dei mercati.
In apertura il Nikkei è salito dello 0,50% portandosi a 54.010,11 punti, un progresso pari a circa 270 punti rispetto alla chiusura precedente. Sul fronte valutario lo yen è apparso relativamente stabile contro il dollaro a 158,60, mentre si è indebolito sull’euro (183,90). Questo quadro riflette una combinazione di fiducia sul rischio politico e di attenzione alla volatilità valutaria che può influenzare utili e flussi internazionali.
Apertura di Tokyo e fattori che guidano il mercato
L’avvio della piazza giapponese è stato condizionato da due elementi principali: la reazione alle notizie sul possibile cessate il fuoco in Medio Oriente e l’eco del rimbalzo registrato il giorno prima, il maggiore su base giornaliera. Gli investitori hanno premiato i titoli sensibili al rischio geopolitico e in generale hanno aumentato l’esposizione agli asset azionari, mentre la liquidià e le rotazioni settoriali restano sotto osservazione.
Il ruolo delle attese sul discorso di Trump
Molti operatori hanno spostato l’attenzione verso il concetto di ceasefire e alle dichiarazioni ufficiali: dichiarazioni di pace o segnali di de-escalation possono fungere da catalizzatore per ulteriori rialzi. Tuttavia le affermazioni che il presidente abbia riferito di un possibile cessate il fuoco sono state smentite da Teheran, aumentando così l’incertezza e rendendo il discorso di Trump un appuntamento cruciale per capire la direzione dei mercati nei prossimi giorni.
Rimbalzo in Europa e il forte calo del petrolio
La fiducia registrata in Asia ha trovato riscontro anche in Europa: il 1 aprile 2026 i listini del Vecchio Continente hanno segnato incrementi significativi, con il Ftse Mib di Milano in rialzo del 3,17% e buone performance per Cac, Dax, Aex, Ibex e Ftse 100. A spingere i mercati è stato anche un calo deciso del prezzo del petrolio, che ha alleggerito le pressioni inflazionistiche attese e favorito il ritorno di appetito per il rischio.
Settori e reazioni specifiche
Nel dettaglio, in Piazza Affari alcuni titoli industriali e tecnologici hanno guidato il rialzo, mentre i titoli legati al petrolio hanno subito una flessione dopo il crollo delle quotazioni. Tra i casi citati, Avio è stata tra le migliori per performance della giornata. Il movimento del petrolio ha avuto un impatto trasversale su bilanci e aspettative degli analisti, inducendo ribilanciamenti nei portafogli.
Dati macro e chiusure di Wall Street
La giornata sui mercati è stata influenzata anche dai dati economici: il rapporto Adp ha mostrato una creazione di 62.000 posti di lavoro nel settore privato a marzo, sopra le attese (40.000), mentre l’ISM manifatturiero di marzo è salito a 52,7, leggermente oltre le stime. Le vendite al dettaglio di febbraio hanno segnato un +0,6% contro uno 0,5% atteso, confermando segnali di tenuta della domanda interna.
Chiusure statunitensi e prospettive
Wall Street ha chiuso la seduta in territorio positivo: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,48% portandosi a 46.565,86 punti, il Nasdaq è salito dell’1,16% a 21.840,95 punti e lo S&P 500 ha messo a segno un +0,72% a 6.575,36 punti. Questi dati, insieme alle notizie geopolitiche, indicano che i mercati restano sensibili sia alle informazioni macro che agli sviluppi politici, con possibili ulteriori oscillazioni se dovessero arrivare nuove conferme o smentite sulle trattative in corso.