Roma, 8 mag. (askanews) – Un piccolo borgo alle porte di Roma, una piazza, personaggi particolari, un po’ “strani”, pettegolezzi e pregiudizi, solitudini e relazioni che si creano. Dal 16 maggio in esclusiva su RaiPlay “Carmen è partita”, nuovo film diretto da Domenico Fortunato, anche nel cast.È il sarto Amedeo, introverso, silenzioso, ancorato al passato, la cui quotidianità viene stravolta dalla giovane e bella Carmen che inizia a lavorare per lui; la sua scomparsa improvvisa lo getterà nello smarrimento, costringendolo a fare i conti con il dolore.Domenico Fortunato ha voluto indagare le relazioni e l’intimità dei personaggi in un microcosmo dal sapore antico: “In questi paesini piccoli tutti sanno tutto di tutti.
In realtà non è così. Ognuno ha in profondo, sotto sotto, la propria storia e la propria identità ed era bello andare ad indagare nell’identità. In realtà non sappiamo nulla delle persone, delle famiglie ed è bello in questo caso indagare ed entrare in questa avventura di Carmen” ha detto il regista.A dare il volto a Carmen è Giovanna Sannino, resa popolare da “Mare Fuori”: “A me ha colpito tutto quello che racconta una malinconia in questo film.
C’è un velo di malinconia costante tra i personaggi, ma tutti hanno un po’ questa desolazione dentro che poi viene colmata con gli incontri”. “Penso che anche in un momento in cui tutto è veloce, tutto è violento e superficiale, questo film racconta la bellezza di fermarsi un attimo e ripescare le cose vecchie che, non è che perché sono vecchie, sono andate da buttare”.Alessandro Tersigni è il maresciallo che indaga sulla scomparsa della ragazza, scontrandosi con una verità che nel paese nessuno sembra voler raccontare:”L’invidia, il pregiudizio, queste etichette hanno ancora sulla società un peso incredibile”.Un film che per l’attore arriva dopo tanta serialità tv: “Facevo una media di nove scene al giorno, quindi una sorta di 25-30 pagine al giorno.
Girare un film è completamente diverso, dà possibilità di aspettare, di pensare, è addirittura incredibile in questo periodo storico, e di affrontare un personaggio, studiarlo, avere il modo e il tempo, soprattutto il tempo. Quindi mi sono trovato benissimo”.