Dall’agricoltura di Heidi all’innovazione
La storia si concentra in particolare sull’allevamento (capre), sul pascolo e sulla produzione artigianale di latticini tipici delle Alpi. Temi fondamentali quali la vita a contatto con la natura, la sostenibilità, la valorizzazione dell’ambiente e una dieta sana e naturale sono elementi portanti della narrazione.
Una narrazione che non si limita a usare l’agricoltura e la pastorizia montana come mero sfondo, ma le pone al centro di una critica sociale che mette in contrasto la semplicità della vita rurale con le problematiche della nascente industrializzazione. Il nonno di Heidi incarna il principio dell’autosufficienza, vivendo della cura delle sue capre, della produzione artigianale di latticini (come il formaggio) e della raccolta di risorse naturali come erbe e legna. Il personaggio di Peter, il pastorello, simboleggia l’armonia con i cicli naturali, mostrando il ruolo essenziale della transumanza e del pascolo estivo in alta quota.
Pubblicato nel 1880, il romanzo propone la vita alpina come una vera e propria “cura” per i disagi generati dalla vita urbana di Francoforte. L’aria incontaminata e l’alimentazione genuina del maso non solo permettono a Clara di ritrovare la salute, ma sono fondamentali per la felicità e il benessere di Heidi.
Questa settimana l’incontro è con Michel Bondaz, agronomo, docente e imprenditore valdostano. Michel gestisce l’azienda agricola di famiglia in collina ad Aosta, un contesto caratterizzato in Valle d’Aosta da appezzamenti piccoli, frazionati e distanti, diversamente dalla “classica realtà piemontese” di pianura. L’azienda si estende su 4,5 ettari di terreni sparsi tra Saint-Christophe e il comune di Gignod. Tradizionalmente vocata alle coltivazioni vegetali (frutteti, vigneti, orti), l’attività includeva in passato anche un roseto. L’azienda Bondaz era infatti nota per la produzione di rose da taglio, avviata dalla nonna di Michel, un’attività che ha prosperato per anni. Tuttavia, la profonda crisi del mercato e la forte concorrenza internazionale hanno reso questa produzione non più competitiva. Di conseguenza, i terreni un tempo dedicati alle rose sono stati riconvertiti a vigneto. Attualmente, Michel Bondaz produce uva (Pinot Nero e Arvine) destinata alla vinificazione conto terzi.
Dopo aver dedicato quasi 10 anni completamente all’agricoltura, Michel Bondaz, agronomo di formazione, ha intrapreso la carriera di insegnante. Insegna infatti orticoltura, agronomia ed economia presso l’Institut Agricole Régional (IST) di Aosta. Ha iniziato l’insegnamento nel 2004, per poi tornare a tempo pieno all’IST dal 2019. L’attività agricola è ora marginale, gestita nel tempo libero con l’aiuto del padre in pensione e, occasionalmente, del fratello, figli e nipoti. L’Institut Agricole Régional, dove insegna Michel Bondaz, offre un percorso professionale (4 anni) e un percorso che rilascia il titolo di perito agrario (5 anni), consentendo l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria. L’istituto sta registrando un’elevata richiesta di iscrizioni, anche da fuori Valle (in particolare dal Piemonte), grazie alla qualità dell’insegnamento e ai servizi offerti. Nonostante il nome “Agricole” sia limitante, la scuola copre l’intero settore primario, inclusi trasformazione e gestione economica.
Michel apprezza l’insegnamento come mezzo per trasmettere agli studenti un sapere tecnico e pratico, frutto della sua esperienza diretta. Il suo obiettivo è “dilatare lo sguardo” degli allievi, facendoli sentire parte di un contesto internazionale e sottolinea la necessità per gli agricoltori di sviluppare una coscienza che vada oltre la “lamentela”, spingendoli a lavorare con lungimiranza e a gestire, oltre alla produzione, anche le competenze amministrative e burocratiche. Inoltre, partendo dalla sua esperienza e dai suoi inevitabili sbagli, mira a comunicare il valore dell’errore, vedendolo come un elemento positivo.