> > Come le lenti intraoculari ICL possono aiutare pazienti con cheratocono stabile

Come le lenti intraoculari ICL possono aiutare pazienti con cheratocono stabile

Come le lenti intraoculari ICL possono aiutare pazienti con cheratocono stabile

Il cheratocono provoca aberrazioni visive complesse; le lenti intraoculari ICL rappresentano una soluzione stabile e aggiornabile per pazienti con cornea stabile, secondo gli esperti

Il tema del cheratocono è stato al centro del 3rd World Keratoconus Congress a Firenze, dove il presidente Cosimo Mazzotta ha ribadito l’importanza della diagnosi precoce per intervenire con misure conservative e tecniche combinate che possano contenere la progressione della malattia. Il congresso ha ospitato un simposio dedicato alle lenti intraoculari ICL, una tecnologia ormai consolidata nella chirurgia refrattiva.

In questo contesto gli specialisti hanno sottolineato come, oltre alla correzione di difetti refrattivi comuni, le ICL possano rappresentare un’opzione per pazienti selezionati con cheratocono stabile, garantendo nel tempo risultati affidabili e la possibilità di interventi successivi.

Comprendere il problema: perché il cheratocono è particolare

Il cheratocono genera delle aberrazioni di alto ordine, cioè difetti ottici complessi che non si comportano come la miopia o l’astigmatismo e che difficilmente vengono corrette adeguatamente con gli occhiali.

Per questo motivo la valutazione specialistica precoce è cruciale: intervenire tempestivamente permette di utilizzare trattamenti conservativi e, quando necessario, accostare tecniche combinate che riducono le aberrazioni e migliorano la qualità visiva, oltre a rallentare o bloccare la progressione. La strategia terapeutica viene quindi personalizzata in funzione della gravità, dell’evolutività e dello stato di stabilità della cornea.

Aberrazioni di alto ordine e impatto sulla visione

Le aberrazioni di alto ordine alterano la percezione visiva in modo diverso rispetto ai comuni difetti refrattivi: provocano sfuocamento, aloni e difficoltà nelle condizioni di scarsa illuminazione. Per questo motivo il semplice adattamento di occhiali o lenti a contatto non sempre restituisce una visione soddisfacente. La corretta identificazione di questi aspetti ottici e la scelta di un percorso terapeutico mirato sono fondamentali per migliorare la qualità della visione e la qualità di vita del paziente, specialmente quando si considerano soluzioni chirurgiche come le ICL.

Le lenti intraoculari ICL: tecnologia e campi di applicazione

Le lenti intraoculari ICL sono impiegate da anni nella chirurgia refrattiva per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia. Recentemente il loro utilizzo è stato esteso, in casi selezionati, anche a pazienti con cheratocono stabile. Come spiegato dall’oculista Andrea Russo, responsabile del Gruppo refrattivo italiano, il vantaggio principale delle ICL risiede nella loro collocazione intraoculare che le rende meno soggette alle modificazioni che riguarda la superficie corneale: mentre la cornea è un tessuto vivo che può cambiare nel tempo, la lente impiantata mantiene una maggiore stabilità nel corso degli anni.

Indicazioni e selezione dei pazienti

La scelta di impiantare una ICL in un paziente con cheratocono richiede una rigorosa valutazione della stabilità corneale e della topografia. I candidati idonei sono quelli la cui malattia non mostra segni di progressione e che presentano parametri anatomici compatibili con l’impianto. È fondamentale che la decisione sia presa da un team esperto, che consideri anche possibili approcci combinati: ad esempio, trattamenti volti prima a stabilizzare la cornea possono precedere la fase di correzione refrattiva con ICL, sempre personalizzando tempi e modalità in base alla situazione clinica.

Vantaggi pratici: stabilità, reversibilità e aggiornabilità

Un punto spesso rimarcato dagli specialisti è la reversibilità dell’impianto con ICL. Diversamente da molte procedure corneali che modificano in modo permanente la struttura della cornea, la lente intraoculare può essere rimossa o sostituita se necessario. Come osservato da Andrea Russo, questo apre la possibilità di aggiornamenti nel tempo: se tra 15, 20 o 30 anni il paziente dovesse avere necessità di una diversa correzione, la ICL può essere cambiata con relativa facilità, offrendo una flessibilità che molte tecniche corneali non hanno.

Follow-up e prospettive a lungo termine

Il monitoraggio post-operatorio rimane essenziale: anche se la lente offre una stabilità superiore, l’occhio resta un organo dinamico e richiede controlli periodici per valutare funzionalità, eventuali variazioni e la necessità di interventi di aggiornamento. Le testimonianze raccolte a Firenze sottolineano come, grazie a una corretta selezione dei casi e a protocolli di follow-up accurati, le ICL rappresentino oggi una valida opzione per migliorare la visione in pazienti con cheratocono stabile, con il vantaggio aggiunto di poter intervenire nuovamente nel tempo se la situazione clinica lo richiede.