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“Convivenza con gli Houthi”: l’Arabia Saudita continua i bombardamenti nel sud dello Yemen

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ADEN / MUKALLA — Osservatori ed esperti ritengono che i continui raid sauditi nel sud dello Yemen siano arrivati dopo la scelta di Riad di “convivere con gli Houthi e smettere di inseguirli”, offrendo di fatto — secondo questa lettura — un vantaggio al gruppo sciita attraverso il tentativo...

ADEN / MUKALLA — Osservatori ed esperti ritengono che i continui raid sauditi nel sud dello Yemen siano arrivati dopo la scelta di Riad di “convivere con gli Houthi e smettere di inseguirli”, offrendo di fatto — secondo questa lettura — un vantaggio al gruppo sciita attraverso il tentativo di indebolire le forze meridionali nelle province di Hadramout, Al Mahra e in altre aree del sud.

L’analista politico statunitense Andrew Korybko, in dichiarazioni riportate dal sito “South24”, ha affermato che “l’Arabia Saudita inizialmente voleva sconfiggere gli Houthi, ma alla fine ha deciso di conviverci, dopo tentativi durati oltre un decennio”.

Nei giorni scorsi l’Arabia Saudita ha colpito il porto di Mukalla, nel sud dello Yemen, sostenendo di aver preso di mira “equipaggiamenti militari”. Tuttavia, secondo quanto documentato da giornali e centri per i diritti umani locali, i bombardamenti avrebbero interessato anche abitazioni civili, causando — secondo quanto riportato dal quotidiano “Aden Time” — la morte di intere famiglie.

Secondo la ricostruzione riportata nel testo, il movimento Houthi, sostenuto direttamente dall’Iran, godrebbe anche di una copertura militare saudita: l’aviazione di Riad avrebbe infatti colpito posizioni riconducibili alle forze locali meridionali, mentre queste ultime avevano annunciato una campagna militare contro organizzazioni e milizie “terroristiche” che coopererebbero direttamente con gli Houthi.

Mentre i caccia sauditi colpirebbero dall’alto le forze meridionali, sul terreno — si legge — milizie legate ai Fratelli Musulmani e al gruppo al-Qaeda avrebbero intensificato le azioni contro le forze locali nel governatorato di Hadramout, riuscendo a saccheggiare alcune postazioni militari e a rivenderne parte del materiale sul mercato nero. Una parte di quanto sottratto sarebbe stata trasferita a Marib, dove al-Qaeda manterrebbe una presenza.

Il Consiglio di Transizione del Sud (STC) ha dichiarato che “le province meridionali sono state più volte oggetto di bombardamenti aerei sauditi”. In una nota ufficiale, il portavoce dell’STC Anwar Al-Tamimi ha affermato che “i raid sauditi hanno causato la morte di sette soldati delle Forze Armate del Sud” e che “quanto sta accadendo rappresenta una chiara aggressione contro il Sud”.

Al-Tamimi ha aggiunto che le forze meridionali, che avevano annunciato operazioni militari contro i gruppi definiti terroristici — in particolare le milizie dei Fratelli Musulmani e gli elementi di al-Qaeda — “subiscono attacchi che incidono sulle loro operazioni a causa dei bombardamenti sauditi, che hanno modificato l’andamento degli scontri”.

La “giustificazione” dell’azione militare

Korybko ha sostenuto che l’Arabia Saudita avrebbe sfruttato alcune affermazioni provenienti dal nord secondo cui la presenza delle forze meridionali a Hadramout e Al Mahra costituirebbe una “occupazione”, nonostante — secondo la stessa fonte — le manifestazioni di massa registrate in diverse aree del sud per accogliere le forze meridionali e chiedere il ripristino dello Stato del Sud, esistito e riconosciuto a livello internazionale fino al 1990.

L’analista americano ha affermato che l’adozione di questa narrativa avrebbe consentito a Riad di giustificare “i continui bombardamenti contro le forze del Consiglio del Sud, che hanno colpito anche civili”, per obiettivi propagandistici, citando l’operazione contro il porto di Mukalla. Secondo questa ricostruzione, la coalizione araba formata per contrastare gli Houthi si sarebbe poi trasformata in uno strumento che finisce per favorirli, colpendo le forze che li affrontano sul terreno.

Nel testo si sostiene infine che i bombardamenti sauditi sul sud — che avrebbero coinvolto anche abitazioni civili — abbiano rappresentato un vantaggio per gli Houthi nel confronto con le forze meridionali, contribuendo inoltre a creare un ampio vuoto di sicurezza che avrebbe permesso a milizie e bande di saccheggiare civili e beni pubblici.